Intervista a Luca Zanatta
By tradando in Tradando 2007, Le Interviste, Articolo | 0 comments
Luca Zanatta, uno dei trader più celebri d’Italia. A Tradando2008 il suo intervento è intitolato: “Tecniche di entrata, uscita e stop loss. Un Top Trader nazionale spiega i suoi segreti nel trading su derivati”. 1. Raccontaci un “salvataggio sulla linea”, un’operazione che poteva portare a una grande perdita, evitata alla fine. Quale dote ti ha aiutato di più?Sicuramente è stata solo una questione di fortuna. Ci sono stati momenti in cui ho lasciato correre oltre il dovuto posizioni in sofferenza e poi chiuse in gain. Sono stati dei casi rari. Il più delle volte in cui ho lasciato correre la perdita, mi sono ritrovato alla fine con un loss maggiore.2. Solitamente un trader si specializza in pochi mercati. Qual è il tuo, quale sceglieresti per cambiare e perché?
Le maggiori soddisfazioni le ho avute dai derivati. Opero principalmente sul FIB e DAX. Ho scelto questi strumenti per la loro liquidità e per la comodità degli orari di negoziazione. Per diversificare un po’ il rischio, ultimamente mi sono avvicinato al mercato delle azioni italiane, in particolare al segmento delle blue chips, in quanto ritengo questo mercato molto vicino per caratteristiche di operatività ai due precedenti.
3. Il trading è una metafora della vita, come ogni attività nella quale un uomo mette tutto se stesso. Cosa non può mancare in questa metafora, ma indica una cosa sola…?La passione per ciò che si sta facendo.4. Uscire da un trade è più difficile che entrare, e forse il talento sta proprio in come si esce. Tu su che basi lo fai, quando non lo hai deciso in anticipo?Non penso di aver un particolare talento. Fisso delle regole di strategia e cerco di seguirle. Il più delle volte che non seguo queste regole il mercato mi punisce. Per questo cerco con la disciplina di battere il mercato seguendo il più possibile lo schema che ho in mente. La disciplina secondo me è una colonna portante del successo in borsa.5. Dopo tanti anni, forse sono stupido, ma non ho capito ancora bene la differenza tra investimento e speculazione, a parte forse la durata… tu che idea hai?La mia visione è che si è “investitore” quando si apre una posizione e “speculatore” quando tale posizione la si chiude.6. Cosa fai dopo un trade sbagliato per colpa tua?Quando sbaglio un trade, quindi non sono stato disciplinato, decido di chiudere le posizioni e allontanarmi dal computer. Non avrei la lucidità e la calma necessarie per affrontare i mercati, quindi preferisco ripartire da zero il giorno seguente.7. È possibile operare per anni sempre con la stessa tecnica?Forse si, secondo la mia esperienza alcune strategie nel breve periodo di tempo, giorno o mese, possono essere negative ma in periodi più lunghi si rivelano vincenti.8. Che peso ha lo studio nel mantenimento di buone performance? È possibile continuare a guadagnare senza studiare?Lo studio è necessario per migliorare la tecnica, anche in questo lavoro non si finisce mai di imparare.9. Trading part time o trading a tempo pieno. In cosa sono simili e in cosa sono diversi?Operare full time dà possibilità di guadagni maggiori anche se naturalmente espone a maggiori rischi. Credo che dipenda molto dalla personale propensione al rischio di ciascun operatore.10. Per cosa sono utili i software, in cosa sono inutili, in cosa addirittura dannosi?I software sono fondamentali per le analisi, però se si usano troppi parametri possono creare confusione. Si deve cercare il miglior settaggio con il sistema più semplice.11. Ogni trader nella ricetta operativa mette il money management. Ci dici cosa è e cosa concretamente significa, al di là delle definizioni?Per money management si intende la gestione del rischio. In ogni operazione c’è il rischio di chiuderla in perdita, ma non ci deve essere la possibilità di perdere tutto. Con delle regole di money management devo aver la possibilità di recuperare ed eventualmente guadagnare in borsa.12. Un’altra regola d’oro è “la disciplina”. Ma dire che “bisogna essere disciplinati” è un po’ come dire che “bisogna essere intelligenti”. Potresti aggiungere qualcosa?Come ho detto per me la disciplina è il pilastro su cui si fondano guadagni e perdite. L’intelligenza è seguire le regole che si sono stabilite. Aggiungerei però che per essere disciplinati bisogna essere vigili, lucidi e non perdere mai di vista l’obiettivo.13. Fare il trader a tempo pieno è una scelta o un obbligo, perché i prezzi comunque ti occupano la mente in continuazione?Sicuramente fare il trader a tempo pieno è una scelta. E’ vero che l’andamento dei prezzi occupa la mente minuto dopo minuto e che quindi si è obbligati a seguire l’andamento del mercato, ma solo durante la giornata lavorativa che per me si chiude alla sera. A fine giornata, essendomi dato la regola di essere in posizione flat, alla borsa non ci penso più.14. La prima regola di Paul Tudor Jones è “proteggi quello che hai”. A parte i soldi, cosa deve proteggere un trader sopra ogni cosa?La propria lucidità.15. Secondo molti la dotazione di capitale psicologico è forse più importante del capitale finanziario. Qual è l’aspetto più rilevante del tuo capitale psicologico?La calma e la fede nelle regole che mi pongo durante l’operatività.16. Ma un approccio “militare” non semplifica tutto? E non fa piazza pulita della psicologia e altri ostacoli?Penso di si. E’ da un po’ di tempo che cerco il modo di impostare il tutto in automatico. Vediamo se durante Tradando 2008 riesco ad avere qualche notizia in più per raggiungere questo fine. L’aspetto psicologico di tensione potrebbe in questo modo essere tenuto maggiormente sotto controllo.17. Esistono gli imprevisti, o lo stop loss usato rigidamente li elimina di fatto?Io ad ogni entrata imposto subito ed invio al mercato lo stop loss. A volte succede che vengo stoppato e poi il titolo riprendere la direzione che avevo, in questi casi l’unica cosa è farsene una ragione. Io lo uso sia come forma di disciplina sia per cercare di controllare i movimenti imprevisti del titolo.18. Cosa è più formativo per te come trader? Alludo all’attività di pensiero che più ti rafforza per operare…La concentrazione sul comportamento della strategia. Capire se la strategia, che non è immodificabile, ha necessità di essere aggiornata. È un impegno che aiuta a migliorarsi.19. Nel trading disciplinato che spazio c’è per l’intuito?Per me, nessuno. A volte con l’intuito riesco a portare a casa qualche soldo, ma alla lunga li lascio al mercato.20. E per il talento? Cioè, cosa porta a performance diverse due trader che usano esattamente le stesse tecniche?In una situazione oggettiva nella quale due operatori utilizzano le stesse tecniche, non ci dovrebbero essere differenze di performance in quanto la disciplina li dovrebbe portare a fare le stesse scelte.Forse l’elemento che potrebbe generare delle performance differenti è lo stato emotivo, il fattore psicologico dinnanzi ai risultati.21. Immagino che una parte dei denari guadagnati non vengano reimmessi nel trading. In cosa li investi? Ancora titoli, case, opere d’arte?Sono stati investiti nel settore immobiliare e in investimenti a basso rischio come i BOT.22. Una buona parte dei trader di alto livello scrivono libri, e sugli altri c’è chi scrive libri. A cosa serve (a parte i diritti d’autore): a chiarirsi le idee, a diventare più famosi, a far parte di una comunità più ampia? Puro narcisismo?In tutti i settori vengono prodotti libri e sicuramente rappresentano un buon veicolo di diffusione delle informazioni. Personalmente però ritengo che sia fondamentale crearsi una tecnica e una strategia personali che poi si possano seguire.23. Cosa si può imparare dai libri di altri trader? Siamo sicuri che dicano proprio tutto tutto tutto?…Solo l’autore sa se ha detto tutto. Noi nel leggere dobbiamo prendere solo le cose che pensiamo ci possano servire.24. Dopo la bolla è cambiato qualcosa nel trading sui derivati?Per quanto mi riguarda non è cambiato nulla.25. Perché i coverei warrant sono tramontati?Personalmente non li guardo più. Ho fatto qualche operazione all’inizio della mia esperienza da trader con risultati purtroppo negativi. Penso che siano tramontati perché sono strumenti poco chiari in quanto c’è da una parte il market maker e dall’altra noi investitori. E poi sono poco liquidi.26. C’è differenza di carattere tra chi opera sui futures e chi opera sulle opzioni? Che caratteristiche sono necessarie per gli uni e le altre?Non ho mai operato sulle opzioni. Penso che per aver successo, oltre a conoscere la tecnica operativa, siano sempre necessarie le solite caratteristiche, metodo e disciplina.27. Gli stop loss sono una pietra angolare di ogni tecnica di trading e di investimento, o se ne può fare a meno?Io li uso, però conosco traders che lavorano e guadagnano anche senza l’uso della tecnica dello stop loss, quindi penso che si possa anche farne a meno.
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