Intervista a Claudio Baldi
By tradando in Tradando 2007, Le Interviste, Articolo | 0 comments
Claudio Baldi, professione scalper e autore di alcuni testi sulla materia. Grande esperto nell’utilizzo di Visual Trader, ne parlerà a Tradando2008. 1. Raccontaci un “salvataggio sulla linea”, un’operazione che poteva portare a una grande perdita, evitata alla fine. Quale dote ti ha aiutato di più?Un salvataggio sulla linea che ricordo è avvenuto poco tempo fa sul titolo Biesse: comprate 500 azioni in preapertura le ho vendute immediatamente allo stesso prezzo perché la pressione in lettera si era fatta molto grande. Non appena ho chiuso la posizione il titolo è precipitato a -10% in pochi secondi. Ho avuto un po’ di sesto senso, un po’ di prontezza e un po’ di fortuna.
2. Solitamente un trader si specializza in pochi mercati. Qual è il tuo, quale sceglieresti per cambiare e perché?Io faccio scalping sui titoli illiquidi e finché riesco a guadagnare non intendo cambiare. Per ora gli altri mercati sono stati oggetto solo di simulazioni per poter essere pronto in ogni momento a provare un tipo di operatività diversa. In questo senso il Simulator di VT, che utilizzo anche durante i corsi, mi aiuta molto a sperimentare e verificare teorie e tecniche che non ho mai applicato realmente. Una sana e onesta simulazione è imprescindibile prima di affrontare i mercati reali in cui, una volta che si investo il proprio capitale, entra in gioco anche l’aspetto psicologico, fatto di paure, ansie e stress per il rischio di perdere soldi.3. Il trading è una metafora della vita, come ogni attività nella quale un uomo mette tutto se stesso. Cosa non può mancare in questa metafora, ma indica una cosa sola…?Nel trading non si inventa niente come nella vita. Direi che bisogna sempre pensare positivo e non abbattersi mai.4. Uscire da un trade è più difficile che entrare, e forse il talento sta proprio in come si esce. Tu su che basi lo fai, quando non lo hai deciso in anticipo?Guardando il book che cambia molto velocemente è necessario aggiornare continuamente gli obiettivi e il rischio. Va da sé che non è mai facile cogliere l’attimo migliore per uscire dal mercato. Raramente un’operazione è la migliore possibile. Ciò rende il trading e lo scalping in particolare un’attività psicologicamente difficile da gestire proprio perché non ci devono essere spazi per rimpianti: “se avessi aspettato…” “se avessi chiuso subito…”. Col senno di poi è troppo facile.5. Dopo tanti anni, forse sono stupido, ma non ho capito ancora bene la differenza tra investimento e speculazione, a parte forse la durata… tu che idea hai?Secondo me sono la stessa cosa: l’obiettivo rimane guadagnare.6. Cosa fai dopo un trade sbagliato per colpa tua?Continuo a operare. Rendersi conto di avere sbagliato deve servire a migliorare. In questo senso tenere una statistica delle proprie operazioni risulta decisivo per intervenire dove si commettono più errori.7. È possibile operare per anni sempre con la stessa tecnica?Penso di sì. Io ne sono un esempio anche se bisogna sempre essere in grado di capire se qualcosa è cambiato o sta cambiando (volatilità, scambi, titoli…).8. Che peso ha lo studio nel mantenimento di buone performance? È possibile continuare a guadagnare senza studiare?Lo studio è sempre una parte fondamentale del mio trading, non solo la parte relativa alla lettura dei testi, ma anche alla verifica se ciò che è scritto nei testi corrisponde a verità. Non prendo mai niente per scontato e cerco sempre di vedere se le tecniche funzionano sul campo. Un buon programma di simulazione, come il simulator presente in Visual Trader, consente non solo la verifica delle tecniche dei migliori trader del mondo ma anche di sperimentare nuovi metodi.9. Trading part time o trading a tempo pieno. In cosa sono simili e in cosa sono diversi?Sono basati sugli stessi principi. Sia che gli si dedichi un’ora al giorno che tutta la giornata, il trading deve essere fatto in modo professionale. Molto spesso si confonde il trading part-time come un’attività da fare a tempo perso, dimenticandosi che si ha comunque a che fare con i migliori e più capitalizzati trader del mondo. Fare trading in modo non professionale, indipendentemente dal tempo a disposizione, significa sempre dover soccombere.10. Per cosa sono utili i software, in cosa sono inutili, in cosa addirittura dannosi?Vedo solo aspetti positivi nei software. VT in tal senso lo considerò un programma assolutamente all’altezza della situazione. Tanto per citare alcune funzioni molto interessanti che utilizzo, considero importante la possibilità di ordinare le liste dei titoli in funzione di diversi parametri, la facilità di disegnare e inserire diversi oscillatori e indicatori sui grafici, la ricerca automatica di pattern e candele giapponesi, il già citato programma di simulazione e le varie funzione presenti nelle watchlist real time.
11. Ogni trader nella ricetta operativa mette il money management. Ci dici cosa è e cosa concretamente significa, al di là delle definizioni?Money management significa gestione della posizione. Come ho descritto in modo esaustivo le mio libro “Oltre il money management” edito da Trading Library, money management significa gestione della posizione, cioè saper posizionare correttamente lo stop loss e il take profit, in modo da riuscire a calcolare il corretto rapporto rendimento/rischio indispensabile nel momento dell’entrata nel mercato, ma soprattutto saper dimensionare correttamente la posizione in funzione della propria sopportazione del rischio e del capitale a disposizione.12. Cosa è per te un contrarian?È uno che testardamente cerca di guadagnare andando contro il mercato. Forse sarebbe meglio capire che “trend is your friend”: meglio andare a favore del trend.13. Un’altra regola d’oro è “la disciplina”. Ma dire che “bisogna essere disciplinati” è un po’ come dire che “bisogna essere intelligenti”. Potresti aggiungere qualcosa?Bisogna essere tanto intelligenti da capire che la disciplina è l’aspetto fondamentale del trading, cioè il rispetto delle regole che noi stessi ci siamo dati.14. Fare il trader a tempo pieno è una scelta o un obbligo, perché i prezzi comunque ti occupano la mente in continuazione?Fare il trader a tempo pieno è una scelta. Fare scalping consente di chiudere tutte le posizioni a fine giornata e di tenere libera la mente fino al giorno successivo. La possibilità si staccare la spina è un aspetto molto interessante, e spesso trascurato, dello scalping.15. La prima regola di Paul Tudor Jones è “proteggi quello che hai”. A parte i soldi, cosa deve proteggere un trader sopra ogni cosa?Le cose importanti della vita sono la salute, la famiglia e le amicizie. Il resto non conta. Nessun trade andato male riuscirà mai a rovinarmi una giornata.16. Secondo molti la dotazione di capitale psicologico è forse più importante del capitale finanziario. Qual è l’aspetto più rilevante del tuo capitale psicologico?La capacità di rimanere calmo di fronte alle inevitabile perdite.17. Ma un approccio “militare” non semplifica tutto? E non fa piazza pulita della psicologia e altri ostacoli?Riuscire a limitare lo stress è fondamentale. La parte intuitiva del trading, secondo me, è molto piccola e la tecnica è fatta di regole. Fare del trading un’arte è impossibile.18. Esistono gli imprevisti, o lo stop loss usato rigidamente li elimina di fatto?In teoria sì. Esistono tuttavia gli imprevisti che, specie per chi fa scalping, sono determinati dagli spike di prezzo causati da uno scambio solo che spazza via tutti i livelli visibili del book. Di fronte a questa eventualità non resta che attendere che il prezzo torni dov’era prima (molto spesso capita così) o al limite limitare i danni. Ci vuole molto sangue freddo per gestire queste situazioni.19. Cosa è più formativo per te come trader? Alludo all’attività di pensiero che più ti rafforza per operare…Leggere tanto, essere curioso di ogni cosa, avere sempre il sorriso sulle labbra, cioè pensare positivo e mantenere la mente sempre in forma.20. Nel trading disciplinato che spazio c’è per l’intuito?Come ho già detto fare del trading un’arte è impossibile. Ciò che chiamiamo intuito è la capacità di leggere situazioni viste e riviste tante volte e che ci fa aprire una posizione o chiuderne un’altra anche se la tecnica ci porterebbe a fare il contrario.21. E per il talento? Cioè, cosa porta a performance diverse due trader che usano esattamente le stesse tecniche?Non si tratta di talento ma di gestione della posizione. Il talento sta a monte nella capacità di capire che la tecnica non è importante quanto il money management22. Immagino che una parte dei denari guadagnati non vengano reimmessi nel trading. In cosa li investi? Ancora titoli, case, opere d’arte?Soprattutto in viaggi anche se fino ad ora sono stati impiegati per larga parte nella casa.23. Una buona parte dei trader di alto livello scrivono libri, e sugli altri c’è chi scrive libri. A cosa serve (a parte i diritti d’autore): a chiarirsi le idee, a diventare più famosi, a far parte di una comunità più ampia? Puro narcisismo?Pubblicare un libro è sempre una grande soddisfazione. Non capita a tutti. Gli altri aspetti sono una conseguenza: si diventa più conosciuti (sempre ammesso che il libro piaccia…) e si ha la possibilità di conoscere molte persone. Per quanto riguarda i diritti d’autore l’argomento è troppo di nicchia per arricchirsi.24. Cosa si può imparare dai libri di altri trader? Siamo sicuri che dicano proprio tutto tutto tutto?…Esistono libri molto interessanti. Io cerco di leggere tutto. Alcune cose le condivido altre meno. Alcune le utilizzo altre no. È comunque sempre importante conoscere l’operatività degli altri. Solo così si può intuire perché dove io compro c’è qualcun altro che ha deciso di vendere. Ora sono anche in grado di capire se l’autore dice tutto o è semplicemente un ciarlatano. I testi dei trader più famosi, comunque, sono completi. C’è anche da dire che molte tecniche, specie quelle basati sull’analisi grafica, una volta rivelate non vanno a discapito di chi le ha inventate per cui non avrebbe senso non dire tutto.
email this | tag this | digg this | trackback | comment RSS feed

Post a Comment