Novembre 2, 2007

Il Simulatore di VT5 raccontato da Claudio Baldi e Stefano Bargiacchi

visual traderClaudio Baldi

Il simulatore di VT5 ha tutto ciò che serve all’operatore per verificare la propria o le altrui tecniche e, nel caso, sperimentarne di nuove. Grazie alla semplicità di utilizzo è possibile personalizzare la simulazione nel modo meglio gradito settando a piacere parametri quali ad esempio la scelta del titolo, il time frame mensile, settimanale, daily o intraday (3, 5, 15 minuti ecc.), il capitale da impiegare in ogni singola operazione, l’impostazione dei costi commissionali e fissi. Così facendo, oltre alla verifica della tecnica vera e propria, è possibile tenere sempre sotto controllo il rischio in riferimento al capitale utilizzato.

Non si tratta quindi di trovare semplicemente dei buoni segnali di entrata (setup tecnici), ma di portare a termine le operazioni in modo corretto secondo un vero e proprio piano di trading stabilito a priori in cui l’aspetto rilevante è il money management. L’apertura di una posizione infatti è solo uno degli aspetti del trading, forse il meno importante: ciò che conta è l’uscita, sia in perdita, piazzando correttamente gli stop loss, che in guadagno, lasciando correre il più possibile il trade.

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Nella simulazione, l’avanzamento nel tempo avviene sia in automatico sia manualmente (una, due o quattro barre alla volta). È così possibile avvicinarsi alla realtà in modo pressoché perfetto. I test eseguiti sui grafici già formati risultano, infatti, spesso condizionati, anche involontariamente, da ciò che si vede dell’andamento futuro del prezzo. Grazie al simulatore invece è come se tutto accadesse in tempo reale e le decisioni devono essere prese come se si stesse realmente investendo.

È questa la vera forza del simulatore VT5. In ogni momento inoltre è possibile inserire i numerosi oscillatori e indicatori presenti in VT, segnalare con delle freccette il momento dell’acquisto e della vendita e posizionare gli stop loss e i take profit. Il programma calcola automaticamente le performance ottenute dopo un minimo di tre operazioni. Il report è completo e va dalla percentuale di trade positivi rispetto a quelli negativi, al calcolo del profitto/perdita totale e medio espresso sia in percentuale che a livello assoluto, al calcolo dei run up e draw down, alla rappresentazione dell’equity line.

Come è già stato detto, nel calcolo è possibile inserire anche un profilo commissionale e un’eventuale cifra fissa di spese da sostenere. Anche questi sono aspetti che, solitamente, nelle simulazioni vengono ignorati perché ritenuti poco importanti, salvo poi rendersi conto di quanto influiscano sulla performance finale.

In definitiva, questo strumento è indispensabile per chi voglia avvicinarsi al trading verificando la propria tecnica prima di investire realmente. Infatti, nell’operatività reale in cui si giocano soldi reali, intervengono in modo gravoso altri fattori determinanti legati all’aspetto psicologico quali la paura, l’ansia, la preoccupazione e l’avidità. Detto in una parola: lo stress. Solo chi ha provato può capire cosa significhi strare nel mercato con il proprio capitale e quanto sia necessario saper gestire la tensione come una componente fondamentale del trading.

Stefano Bargiacchi

Per imparare il mestiere del trader occorre affiancare all’acquisizione delle nozioni teoriche l’esercizio pratico pianificando tutti i dettagli prima ancora di iniziare a confrontarsi con la realtà dei mercati.

Il Simulatore di Visual Trader consente di testare le proprie strategie e le proprie metodologie di trading con la massima lucidità, valutandone sistematicamente performance e applicabilità.

Nulla può essere lasciato al caso e il trading, svolto come attività professionistica o part time, esige una preparazione simile a quella di uno sportivo che si prepara per le olimpiadi.

Il simulatore di VT è lo strumento che permette di allenarsi, esattamente come fanno i professionisti, provando e riprovando le nostre strategie, sperimentando diversi mercati e timeframe, fino a trovare la nostra nicchia. Quella nicchia dove, attraverso l’allenamento costante sul simulatore, si perfezioneranno le proprie metodologie fino a raggiungere il grado di preparazione necessario ad affrontare i mercati con sicurezza e fiducia nelle proprie capacità.

La simulazione permette ai trader neofiti di sopravvivere al proprio periodo di apprendimento, salvando il proprio capitale, che è la cosa più preziosa che ogni trader possiede e deve preservare. Analogamente il trader professionista che incontra un periodo di crisi o di mutazione di metodologie o mercati, potrà analogamnente attraversare questi periodi di cambiamento senza mettere a rischio il proprio capitale.

Novembre 2, 2007

Intervista a Bruno Moltrasio

moltrasioBruno Moltrasio, trader privato, formatore e autore di numerosi testi e articoli per riviste e siti internet specializzati. Coautore del libro “Dalle strategie direzionali allo spread trading”, ha recentemente fondato il portale www.alpha2.it. A Tradando2008 i sui interventi riguarderanno lo spread trading. 1. Raccontaci un “salvataggio sulla linea”, un’operazione che poteva portare a una grande perdita, evitata alla fine. Quale dote ti ha aiutato di più?I salvataggi sulla linea erano piuttosto frequenti nel periodo iniziale del mio trading. Su tutti ne ricordo in particolare uno su Verisign, titolo trattato sul mercato Nasdaq. Il titolo subito dopo il mio ingresso cominciò a perdere quota. Se non ricordo male erano i primi giorni del 2000, e non si poteva credere che un titolo restasse negativo per più di due giorni di seguito, così al terzo giorno di ribasso e in quelli che seguirono, cominciai a mediare, cioé a comprare nuovi lotti del titolo.More... Sudavo freddo perché la perdita si era fatta ingente e avevo ormai investito praticamente tutto il capitale destinato al trading su un unico titolo che dal mio iniziale punto di ingresso aveva ormai perso oltre il 30%. Quando ormai disperavo di poter resuperare la perdita, il titolo recuperò miracolosamente tutto il terreno perso in una sola settimana. Appena tornato in pari, mi affrettai a liquidare tutta la posizione. Naturalmente Verisign andò poi a toccare nuovi massimi e alla gioia per aver salvato il trade sulla linea subentrò la frustrazione per il mancato guadagno. Insomma un cocktail di errori da non ripetere. Quale dote mi aiutò di più? Inutile negarlo: la fortuna!!2. Solitamente un trader si specializza in pochi mercati. Qual è il tuo, quale sceglieresti per cambiare e perché?Sotto questo punto di vista mi rendo conto di essere un pò peculiare, perché a me piace fare trading a tutto campo. Gli amici dicono che, se fosse possibile, traderei anche i sassi e forse hanno ragione. Ho iniziato con i covered warrant, per poi passare alle azioni italiane e quindi al mercato azionario USA. Sono poi sbarcato nel mondo dei futures e delle commodities. Sono nato come scalper sui cw per poi diventare day trader; attualmente mi dedico anche alle operazioni di swing e spread trading. Recentemente mi sono avvicinato al mondo delle opzioni che per me, nato come trader sui cw, è un po’ un ritorno alle origini.letture Bruno Moltrasio Franco Ellena3. Il trading è una metafora della vita, come ogni attività nella quale un uomo mette tutto se stesso. Cosa non può mancare in questa metafora, ma indica una cosa sola…?Senza dubbio la fiducia in se stessi.4. Uscire da un trade è più difficile che entrare, e forse il talento sta proprio in come si esce. Tu su che basi lo fai, quando non lo hai deciso in anticipo?La prima cosa che valuto prima di aprire in un trade è proprio il punto di uscita: il target dipende dal tipo di trade cha apro. In genere li individuo in rapporto allo stop loss ma possono anche essere grafici o, ancora, monetari (ad esempio nello spread trading).5. Dopo tanti anni, forse sono stupido, ma non ho capito ancora bene la differenza tra investimento e speculazione, a parte forse la durata… tu che idea hai?Se ti dicessi che forse siamo in due ad essere stupidi ?6. Cosa fai dopo un trade sbagliato per colpa tua?Cerco di capire perché ho sbagliato per non ripetere l’errore in futuro.7. È possibile operare per anni sempre con la stessa tecnica?Non sempre, perché i mercati cambiano: ma spesso è sufficiente adattare la propria tecnica alle mutate condizioni di mercato per continuare ad utilizzarla in modo proficuo.8. Che peso ha lo studio nel mantenimento di buone performance? È possibile continuare a guadagnare senza studiare?E’ essenziale, ma poi occorre anche disciplina. Se prepari con cura un piano di trading e poi non ti ci attieni… lo studio diventa inutile.9. Trading part time o trading a tempo pieno. In cosa sono simili e in cosa sono diversi?In comune hanno lo studio che c’è a monte che richiede il medesimo sforzo. Il trading part time ti consente di mantenere il contatto con il mondo esterno ma rischia di farti perdere la sensibilità al mercato. Forse sono il dritto e il rovescio di una stessa medaglia.

Avvocato, opera in Borsa dal 1998 come trader privato. Ha redatto per il quotidiano MF - Milano Finanza, la rubrica settimanale “Vita da Trader”. Autore di numerosi testi e articoli per riviste e siti internet specializzati in materia finanziaria, è coautore del libro Dalle strategie direzionali allo spread trading, edito da Trading Library. Relatore a numerosi corsi di analisi tecnica in tutta Italia sulle proprie tecniche di trading, ha recentemente fondato il portale www.alpha2.it.

10. Per cosa sono utili i software, in cosa sono inutili, in cosa addirittura dannosi?Un software non può che essere uno strumento molto utile per il trader, a patto di capirne il funzionamento sottostante. Un esempio per capirci meglio: se un software genera un segnale di acquisto voglio sapere su quali basi quel segnale è generato.11. Ogni trader nella ricetta operativa mette il money management. Ci dici cosa è e cosa concretamente significa, al di là delle definizioni?Money management significa saper gestire il proprio capitale di trading e, soprattutto e ancora prima, quello psicologico. A mio avviso è il vero segreto del successo nel trading.12. Cosa è per te un contrarian?Uno che fa di testa sua, senza seguire i “consigli per gli acquisti”.13. Un’altra regola d’oro è “la disciplina”. Ma dire che “bisogna essere disciplinati” è un po’ come dire che “bisogna essere intelligenti”. Potresti aggiungere qualcosa?Per me nel trading la disciplina equivale a rispetto del metodo. La bella notizia è che per essere disciplinati non occorre avere un quoziente di intelligenza superiore alla media.14. Fare il trader a tempo pieno è una scelta o un obbligo, perché i prezzi comunque ti occupano la mente in continuazione?E’ sicuramente una scelta: personalmente il trading continua a divertirmi, anche se in effetti assorbe molto del mio tempo.15. La prima regola di Paul Tudor Jones è “proteggi quello che hai”. A parte i soldi, cosa deve proteggere un trader sopra ogni cosa?Il proprio capitale psicologico.16. Secondo molti la dotazione di capitale psicologico è forse più importante del capitale finanziario. Qual è l’aspetto più rilevante del tuo capitale psicologico?Senz’altro la motivazione, come in ogni altra attività imprenditoriale, anche nel trading è determinante essere motivati. Prova ne sia che i migliori trade li metto solitamente a segno subito dopo aver subito una perdita.17. Ma un approccio “militare” non semplifica tutto? E non fa piazza pulita della psicologia e altri ostacoli?Ci vuole il giusto equilibrio, come in tutte le cose della vita. Ogni tanto uscire dal seminato, provare cose nuove, tecniche diverse, anche solo per divertirsi o come sfida… anche se sai già che andrà a finire male… può fare bene al proprio ego, anche se apprentemente può sembrare un controsenso.18. Esistono gli imprevisti, o lo stop loss usato rigidamente li elimina di fatto?Io uso sempre lo stop loss, ma non per questo dico che sia un toccasana. Serve solo a conservare il proprio capitale per consentirti effettuare altre operazioni, questa volta positive. Ovvio che, senza una tecnica valida, lo stop loss serve solo a prolungare l’agonia.19. Cosa è più formativo per te come trader? Alludo all’attività di pensiero che più ti rafforza per operare…Sembra incredibile, ma il mio successo nel trading, inteso come stabilità delle performance, è coinciso con l’inizio della mia attività di formatore. Tenere corsi sulle mie tecniche di trading mi ha obbligato, per coerenza, ad applicare nella realtà quello che predicavo ai corsi. Un esempio su tutti riguarda proprio lo lo stop loss: inutile metterlo se poi lo sposti o, peggio ancora, lo togli del tutto. Bene, era quello che facevo spesso prima di insegnare agli altri che non si deve fare. Ora non mi succede più.20. Nel trading disciplinato che spazio c’è per l’intuito?Assolutamente si, a patto che faccia parte di quella piccolissima porzione di trading residuale cui accennavo prima e che distingue l’uomo dalla macchina.21. E per il talento? Cioè, cosa porta a performance diverse due trader che usano esattamente le stesse tecniche?E’ innegabile: nel trading il talento ha un suo ruolo.22. Una buona parte dei trader di alto livello scrivono libri, e sugli altri c’è chi scrive libri. A cosa serve (a parte i diritti d’autore): a chiarirsi le idee, a diventare più famosi, a far parte di una comunità più ampia? Puro narcisismo?Ho scritto un libro per una promessa fatta ad un grande amico, Michele Maggi che non è più tra noi e al quale devo molto della mia crescita professionale come trader.23. Cosa si può imparare dai libri di altri trader? Siamo sicuri che dicano proprio tutto tutto tutto?…La formazione è importante, sia dal punto di vista della lettura di libri che sotto il profilo dei corsi e seminari. Certo, come in tutte le cose c’è il buono e il cattivo e occorre una scelta consapevole ed orientata.24. Pregi e difetti della formazione nella finanza, spiegati da uno che se ne intende… se ne può fare a meno?Il nuovo portale www.alpha2.it che ho da poco inaugurato insieme all’amico Luca Giusti è la risposta alla tua domanda. Penso fermamente che una formazione di qualità possa essere utilissima al trader. Certo, si può fare a meno della formazione, ma credo che imparare dagli errori degli altri, anziché dai propri, sia una scorciatoia impagabile per arrivare al traguardo in minor tempo e con il proprio capitale psicologico e monetario ancora integro.25. Il tuo approccio recente sembra tendere a replicare alcune delle strategie che i grandi fondi hedge applicano nei loro investimenti. Ma allora dai celebri fondi total return si può veramente imparare qualcosa?Ho iniziato a fare spread trading quasi inconsapevolmente: nel mio trading intraday compravo i titoli forti, quelli che si presentavano all’inizio giornata come i migliori del listino, e shortavo quelli deboli. In questo modo mi mettevo al riparo dai repentini cambi di direzione del mercato. Poi ho affinato la tecnica, prendendo spunto da quelle usate nei grandi fondi dai quali ovviamente c’è sempre da imparare. Non senza dimenticare che il piccolo trader ha un innegabile vantaggio rispetto a questi grandi fondi: la maggiore flessibilità.

Novembre 2, 2007

Intervista a Paolo Serafini

serafiniPaolo Serafini, professione scalper. A Tradando2008 il suo intervento è intitolato: “Tecniche di trading rapido: dal bump order agli ordini asteriscati. Come operare sul filo dei secondi sfruttando ticker e book”.1. Raccontaci un “salvataggio sulla linea”, un’operazione che poteva portare a una grande perdita, evitata alla fine. Quale dote ti ha aiutato di più?Poche settimana fa mi è capitata un’operazione molto pericolosa, mentre facevo scalping sul titolo Saipem il giorno 2 ottobre 2007 alle 14,30 circa. A un certo momento ho visto graficamente e sul book un’operazione che in quel momento ritenevo interessante. Solitamente sono molto veloce nelle entrate per cui pochi istanti dopo ho acquistato il titolo pensando che da lì a poco sarebbe salito; purtroppo avevo fatto male i conti, in borsa non ci sono mai certezze, l’unica certezza è dove inserire lo stop loss.More...Il titolo appena sono entrato, è sceso di circa 100 tick, così velocemente che non sono riuscito a stopparmi, in quel momento mi sono ritrovato da + 700 a - 8000 euro sul conto. Dato che pensavo si fosse trattato di una grossa vendita sul titolo, ho pensato di mediare l’operazione triplicando le azioni che avevo in portafoglio; naturalmente questa operazione di mediare al ribasso mi avrebbe potuto provocare una perdita ancora maggiore, avevo moltissime azioni in portafoglio e dovevo cercare di non farmi distruggere…. appena il titolo è risalito le ho vendute chiudendo l’operazione a-1100, se avessi tenuto aperta ancora l’operazione avrei guadagnato bene, invece ho ritenuto che in quel momento la grossa perdita che stavo accumulando si era trasformata in una perdita molto ma molto inferiore e davanti a me avevo ancora 3 ore per poter recuperare quella brutta operazione.2. Solitamente un trader si specializza in pochi mercati. Qual è il tuo, quale sceglieresti per cambiare e perché?Io faccio scalping sul mercato azionario italiano, il mercato con cui mi piacerebbe confrontarmi è quello americano perchè i volumi sono maggiori dei nostri mercati, ma l’elevata commissione rispetto la nostra borsa momentanemente mi frena.libro_rudd.jpg3. Il trading è una metafora della vita, come ogni attività nella quale un uomo mette tutto se stesso. Cosa non può mancare in questa metafora, ma indica una cosa sola…?Il buon umore (l’allegria).4. Uscire da un trade è più difficile che entrare, e forse il talento sta proprio in come si esce. Tu su che basi lo fai, quando non lo hai deciso in anticipo?Solitamente esco da un trade per diversi motivi, perchè penso che sia arrivato al massimo del mio guadagno o perdita, o perchè è trascorso troppo tempo e sono stanco di rimanere dentro sul mercato.5. Dopo tanti anni, forse sono stupido, ma non ho capito ancora bene la differenza tra investimento e speculazione, a parte forse la durata… tu che idea hai?La mia personale opinione è che lo scalper (speculatore) cerca di fare trading chiudendo tutte le operazioni perchè ha paura che rimanendo investito per molto tempo sul mercato possa subire delle perdite; vede i propri guadagni salire rapidamente, riesce a cogliere tutte le micro oscillazioni di prezzo del titolo cosa che invece per un investitore di lungo non riesce a fare o non ha il tempo per farlo.6. Cosa fai dopo un trade sbagliato per colpa tua?Cerco di concentrarmi alla prossima operazione senza farmi troppi problemi mentali.7. È possibile operare per anni sempre con la stessa tecnica?Si è possibile operare sempre con la stessa tecnica cercando di affinarla con il tempo.8. Che peso ha lo studio nel mantenimento di buone performance? È possibile continuare a guadagnare senza studiare?Penso che si possa migliorare anche senza studiare, le regole e il metodo sono sempre quelli, lo studio va fatto sul mercato giorno dopo giorno, ritengo sia la pratica e l’allenamento quotidiano che ti permette di arrivare a grossi risultati.9. Trading part time o trading a tempo pieno. In cosa sono simili e in cosa sono diversi?Simili nelle entrate, maggiore sforzo fisico e stress per il trading a tempo pieno, naturalmente per me molto ma molto più remunerativo a tempo pieno che part-time.10. Per cosa sono utili i software, in cosa sono inutili, in cosa addirittura dannosi?Sono utili a livello informativo a patto che il trader abbia già acquisito un proprio metodo e non voglia stravolgerlo alla continua ricerca di nuove formule magiche e allora diventa solamente dannoso.11. Ogni trader nella ricetta operativa mette il money management. Ci dici cosa è e cosa concretamente significa, al di là delle definizioni?Per Money Management e quindi per una corretta gestione del rischio penso sia fondamentale saper gestire il capitale non in maniera rigida ma in maniera flessibile su ogni operazione. Nello specifico, penso che ogni operazione in base al livello di rischio debba essere affrontata e gestita con un capitale differente, è quindi opportuno selezionare le entrate in primarie e secondarie in modo da essere sempre investiti sul mercato ma con quote diverse. Per ultimo l’aspetto psicologico e la corretta gestione della posizione(la disciplina) completano il quadro per diventare un buon trader.12. Cosa è per te un contrarian?E’una strategia operativa imperniata sull’attenzione psicologica ed emotiva del comportamento umano nelle varie forme di investimento; l’investitore contrarian è colui che cerca di capire il clima psicologico ed emotivo del mercato per anticipare le proprie scelte, cercherà di essere flessibile sul mercato senza farsi intrappolare da segnali di fine trend.13. Un’altra regola d’oro è “la disciplina”. Ma dire che “bisogna essere disciplinati” è un po’ come dire che “bisogna essere intelligenti”. Potresti aggiungere qualcosa?Infatti bisogna essere intelligenti e capaci di leggere velocemente il mercato da che parte intende muoversi; è altrettanto vero che la flessibilità di cambiare opinione nel caso ci si trovi dalla parte sbagliata è una dote che pochi hanno ma che bisogna avere, dati i continui e improvvisi mutamenti del mercato a distanza di pochi attimi14. Fare il trader a tempo pieno è una scelta o un obbligo, perché i prezzi comunque ti occupano la mente in continuazione?I prezzi non mi occupano assolutamente la mente, è chiaro che fare il trader a tempo pieno è una scelta di ognuno di noi, e anche la capacità di ognuno di noi di essere in grado di fare un determinato lavoro a tempo pieno, ciò implica tanta dedizione e sacrificio, cose che al mondo d’oggi raramente si trovano.15. La prima regola di Paul Tudor Jones è “proteggi quello che hai”. A parte i soldi, cosa deve proteggere un trader sopra ogni cosa?Il fattore psicologico.16. Secondo molti la dotazione di capitale psicologico è forse più importante del capitale finanziario. Qual è l’aspetto più rilevante del tuo capitale psicologico?La pazienza.17. Ma un approccio “militare” non semplifica tutto? E non fa piazza pulita della psicologia e altri ostacoli?Purtroppo la borsa è molto diversa da una caserma e penso che l’approccio militare oggi farebbe ben poco sia in borsa che in altri settori.18. Esistono gli imprevisti, o lo stop loss usato rigidamente li elimina di fatto?L’imprevisto in borsa esiste sempre e come è capitato a me tantissime volte (vedi la risposta n. 1), a volte lo stop loss mi è completamente saltato, per cui non è mai detto che lo stop rigido tuteli totalmente il trader da possibili rischi.19. Cosa è più formativo per te come trader? Alludo all’attività di pensiero che più ti rafforza per operare…Conseguire giornalmente risultati positivi, guadagnare ogni giorno.20. Nel trading disciplinato che spazio c’è per l’intuito?L’intuito è necessario come in ogni lavoro e una percentuale di intuito è necessaria per ogni buon trader.21. E per il talento? Cioè, cosa porta a performance diverse due trader che usano esattamente le stesse tecniche?chi è dotato di talento è molto più fortunato degli altri, naturalmente se non è accompagnato da una grandissima disciplina serve a ben poco, ad esempio nel calcio, Antonio Cassano è un grande talento dotato di scarsa disciplina, infatti i risultati non arrivano; così nel trading, mi è capitato di avere ai miei corsi un ragazzo dotato di un talento straordinario ma con nessuna voglia di sacrificarsi,alla fine ha rinunciato al lavoro di trader con mio grandissimo rammarico. Sempre nel campo calcistico, Gattuso il giocatore del milan non è affatto dotato di talento,ma la sua grandissima capacità di sacrificio lo rende un calciatore di buon livello internazionale. In borsa non serve il talento ma tantissima voglia di sacrificarsi, di allenarsi e confrontarsi sul mercato tutti i giorni, la continua ricerca di migliorarsi in tantissimi aspetti soprattutto psicologici ed avere naturalmente un metodo; certo che se alla fine si è anche dotati di talento allora le cose si semplificano di molto ma non è come ripeto una qualità importante per emergere e per essere vincenti sul mercato.22. Immagino che una parte dei denari guadagnati non vengano reimmessi nel trading. In cosa li investi? Ancora titoli, case, opere d’arte?Titoli obbligazionari a media e lunga scadenza, investimenti immobiliari.23. Una buona parte dei trader di alto livello scrivono libri, e sugli altri c’è chi scrive libri. A cosa serve (a parte i diritti d’autore): a chiarirsi le idee, a diventare più famosi, a far parte di una comunità più ampia? Puro narcisismo?Penso che la maggior parte dei libri non siano scritti da trader di alto livello ma di modestissimo livello; certamente ciò che può spingere un trader a scrivere un libro possa essere il fatto di dare un contributo ad altri trader di avere un metodo vincente perchè ritiene che la sua metodologia di trading e quindi anche il suo libro sia il migliore in assoluto.24. Cosa si può imparare dai libri di altri trader? Siamo sicuri che dicano proprio tutto tutto tutto?…Penso che per capire veramente cosa ogni trader scrive nei propri libri bisogna essere fortunati a trovare quello che scrive ed è vincente sul mercato; solitamente chi scrive tanti libri spende il suo tempo in trasmissioni televisive,forum,convegni sul trading,seminari gratuiti, e non dedica una giornata al mercato azionario….la mia deduzione è che molti libri servono solo per farsi pubblicità ingiusta a scapito di quei pochi che scrivono con chiarezza e guadagnano in borsa. Ed è per questo che su ogni libro dovrebbero essere riportati i guadagni realizzati tramite certificazioni bancarie….sono anche sicuro che scrivono realmente quasi tutto quello che sanno di borsa, certamente l’unica cosa che manca in ogni libro è l’esperienza accumulata negli anni da ogni trader, patrimonio che ogni trader deve acquisire sul campo di “battaglia” giorno dopo giorno.25. Lo scalping è noioso? Perché sembra l’attività in cui la disciplina ha il peso maggiore. Dove sta la creatività?Penso che lo scalping non sia assolutamente noioso, lo ritengo un lavoro meraviglioso capace di emozionarti sempre come nessun altro lavoro al mondo, sempre a mio modesto parere.26. Per lo scalping servono mercati perfetti o si riescono a parare sempre anche “movimenti” non proprio perfetti?L’unica cosa perfetta nello scalping è la disciplina e la grandissima tenuta psicologica, i mercati possono essere imperfetti fin che si vuole, ma la differernza la facciamo sempre noi seduti davanti al monitor.27. Uno scalper con piccoli mezzi ce la fa a competere in mercati dove ci sono operatori con grandi mezzi?oggi con la leva finanziaria si riescono a gestire anche capitali abbastanza buoni e penso che questo abbia certamente spiazzato i grossi operatori e assottigliato la grande differenza che esisteva fino a qualche anno fa.

Novembre 2, 2007

Intervista a Luca Zanatta

zanattaLuca Zanatta, uno dei trader più celebri d’Italia. A Tradando2008 il suo intervento è intitolato: “Tecniche di entrata, uscita e stop loss. Un Top Trader nazionale spiega i suoi segreti nel trading su derivati”. 1. Raccontaci un “salvataggio sulla linea”, un’operazione che poteva portare a una grande perdita, evitata alla fine. Quale dote ti ha aiutato di più?Sicuramente è stata solo una questione di fortuna. Ci sono stati momenti in cui ho lasciato correre oltre il dovuto posizioni in sofferenza e poi chiuse in gain. Sono stati dei casi rari. Il più delle volte in cui ho lasciato correre la perdita, mi sono ritrovato alla fine con un loss maggiore.2. Solitamente un trader si specializza in pochi mercati. Qual è il tuo, quale sceglieresti per cambiare e perché?More...Le maggiori soddisfazioni le ho avute dai derivati. Opero principalmente sul FIB e DAX. Ho scelto questi strumenti per la loro liquidità e per la comodità degli orari di negoziazione. Per diversificare un po’ il rischio, ultimamente mi sono avvicinato al mercato delle azioni italiane, in particolare al segmento delle blue chips, in quanto ritengo questo mercato molto vicino per caratteristiche di operatività ai due precedenti.caranti libro3. Il trading è una metafora della vita, come ogni attività nella quale un uomo mette tutto se stesso. Cosa non può mancare in questa metafora, ma indica una cosa sola…?La passione per ciò che si sta facendo.4. Uscire da un trade è più difficile che entrare, e forse il talento sta proprio in come si esce. Tu su che basi lo fai, quando non lo hai deciso in anticipo?Non penso di aver un particolare talento. Fisso delle regole di strategia e cerco di seguirle. Il più delle volte che non seguo queste regole il mercato mi punisce. Per questo cerco con la disciplina di battere il mercato seguendo il più possibile lo schema che ho in mente. La disciplina secondo me è una colonna portante del successo in borsa.5. Dopo tanti anni, forse sono stupido, ma non ho capito ancora bene la differenza tra investimento e speculazione, a parte forse la durata… tu che idea hai?La mia visione è che si è “investitore” quando si apre una posizione e “speculatore” quando tale posizione la si chiude.6. Cosa fai dopo un trade sbagliato per colpa tua?Quando sbaglio un trade, quindi non sono stato disciplinato, decido di chiudere le posizioni e allontanarmi dal computer. Non avrei la lucidità e la calma necessarie per affrontare i mercati, quindi preferisco ripartire da zero il giorno seguente.7. È possibile operare per anni sempre con la stessa tecnica?Forse si, secondo la mia esperienza alcune strategie nel breve periodo di tempo, giorno o mese, possono essere negative ma in periodi più lunghi si rivelano vincenti.8. Che peso ha lo studio nel mantenimento di buone performance? È possibile continuare a guadagnare senza studiare?Lo studio è necessario per migliorare la tecnica, anche in questo lavoro non si finisce mai di imparare.9. Trading part time o trading a tempo pieno. In cosa sono simili e in cosa sono diversi?Operare full time dà possibilità di guadagni maggiori anche se naturalmente espone a maggiori rischi. Credo che dipenda molto dalla personale propensione al rischio di ciascun operatore.10. Per cosa sono utili i software, in cosa sono inutili, in cosa addirittura dannosi?I software sono fondamentali per le analisi, però se si usano troppi parametri possono creare confusione. Si deve cercare il miglior settaggio con il sistema più semplice.11. Ogni trader nella ricetta operativa mette il money management. Ci dici cosa è e cosa concretamente significa, al di là delle definizioni?Per money management si intende la gestione del rischio. In ogni operazione c’è il rischio di chiuderla in perdita, ma non ci deve essere la possibilità di perdere tutto. Con delle regole di money management devo aver la possibilità di recuperare ed eventualmente guadagnare in borsa.12. Un’altra regola d’oro è “la disciplina”. Ma dire che “bisogna essere disciplinati” è un po’ come dire che “bisogna essere intelligenti”. Potresti aggiungere qualcosa?Come ho detto per me la disciplina è il pilastro su cui si fondano guadagni e perdite. L’intelligenza è seguire le regole che si sono stabilite. Aggiungerei però che per essere disciplinati bisogna essere vigili, lucidi e non perdere mai di vista l’obiettivo.13. Fare il trader a tempo pieno è una scelta o un obbligo, perché i prezzi comunque ti occupano la mente in continuazione?Sicuramente fare il trader a tempo pieno è una scelta. E’ vero che l’andamento dei prezzi occupa la mente minuto dopo minuto e che quindi si è obbligati a seguire l’andamento del mercato, ma solo durante la giornata lavorativa che per me si chiude alla sera. A fine giornata, essendomi dato la regola di essere in posizione flat, alla borsa non ci penso più.14. La prima regola di Paul Tudor Jones è “proteggi quello che hai”. A parte i soldi, cosa deve proteggere un trader sopra ogni cosa?La propria lucidità.15. Secondo molti la dotazione di capitale psicologico è forse più importante del capitale finanziario. Qual è l’aspetto più rilevante del tuo capitale psicologico?La calma e la fede nelle regole che mi pongo durante l’operatività.16. Ma un approccio “militare” non semplifica tutto? E non fa piazza pulita della psicologia e altri ostacoli?Penso di si. E’ da un po’ di tempo che cerco il modo di impostare il tutto in automatico. Vediamo se durante Tradando 2008 riesco ad avere qualche notizia in più per raggiungere questo fine. L’aspetto psicologico di tensione potrebbe in questo modo essere tenuto maggiormente sotto controllo.17. Esistono gli imprevisti, o lo stop loss usato rigidamente li elimina di fatto?Io ad ogni entrata imposto subito ed invio al mercato lo stop loss. A volte succede che vengo stoppato e poi il titolo riprendere la direzione che avevo, in questi casi l’unica cosa è farsene una ragione. Io lo uso sia come forma di disciplina sia per cercare di controllare i movimenti imprevisti del titolo.18. Cosa è più formativo per te come trader? Alludo all’attività di pensiero che più ti rafforza per operare…La concentrazione sul comportamento della strategia. Capire se la strategia, che non è immodificabile, ha necessità di essere aggiornata. È un impegno che aiuta a migliorarsi.19. Nel trading disciplinato che spazio c’è per l’intuito?Per me, nessuno. A volte con l’intuito riesco a portare a casa qualche soldo, ma alla lunga li lascio al mercato.20. E per il talento? Cioè, cosa porta a performance diverse due trader che usano esattamente le stesse tecniche?In una situazione oggettiva nella quale due operatori utilizzano le stesse tecniche, non ci dovrebbero essere differenze di performance in quanto la disciplina li dovrebbe portare a fare le stesse scelte.Forse l’elemento che potrebbe generare delle performance differenti è lo stato emotivo, il fattore psicologico dinnanzi ai risultati.21. Immagino che una parte dei denari guadagnati non vengano reimmessi nel trading. In cosa li investi? Ancora titoli, case, opere d’arte?Sono stati investiti nel settore immobiliare e in investimenti a basso rischio come i BOT.22. Una buona parte dei trader di alto livello scrivono libri, e sugli altri c’è chi scrive libri. A cosa serve (a parte i diritti d’autore): a chiarirsi le idee, a diventare più famosi, a far parte di una comunità più ampia? Puro narcisismo?In tutti i settori vengono prodotti libri e sicuramente rappresentano un buon veicolo di diffusione delle informazioni. Personalmente però ritengo che sia fondamentale crearsi una tecnica e una strategia personali che poi si possano seguire.23. Cosa si può imparare dai libri di altri trader? Siamo sicuri che dicano proprio tutto tutto tutto?…Solo l’autore sa se ha detto tutto. Noi nel leggere dobbiamo prendere solo le cose che pensiamo ci possano servire.24. Dopo la bolla è cambiato qualcosa nel trading sui derivati?Per quanto mi riguarda non è cambiato nulla.25. Perché i coverei warrant sono tramontati?Personalmente non li guardo più. Ho fatto qualche operazione all’inizio della mia esperienza da trader con risultati purtroppo negativi. Penso che siano tramontati perché sono strumenti poco chiari in quanto c’è da una parte il market maker e dall’altra noi investitori. E poi sono poco liquidi.26. C’è differenza di carattere tra chi opera sui futures e chi opera sulle opzioni? Che caratteristiche sono necessarie per gli uni e le altre?Non ho mai operato sulle opzioni. Penso che per aver successo, oltre a conoscere la tecnica operativa, siano sempre necessarie le solite caratteristiche, metodo e disciplina.27. Gli stop loss sono una pietra angolare di ogni tecnica di trading e di investimento, o se ne può fare a meno?Io li uso, però conosco traders che lavorano e guadagnano anche senza l’uso della tecnica dello stop loss, quindi penso che si possa anche farne a meno.

Novembre 2, 2007

Intervista a Claudio Baldi

baldiClaudio Baldi, professione scalper e autore di alcuni testi sulla materia. Grande esperto nell’utilizzo di Visual Trader, ne parlerà a Tradando2008. 1. Raccontaci un “salvataggio sulla linea”, un’operazione che poteva portare a una grande perdita, evitata alla fine. Quale dote ti ha aiutato di più?Un salvataggio sulla linea che ricordo è avvenuto poco tempo fa sul titolo Biesse: comprate 500 azioni in preapertura le ho vendute immediatamente allo stesso prezzo perché la pressione in lettera si era fatta molto grande. Non appena ho chiuso la posizione il titolo è precipitato a -10% in pochi secondi. Ho avuto un po’ di sesto senso, un po’ di prontezza e un po’ di fortuna.More...libro Claudio Baldi 2. Solitamente un trader si specializza in pochi mercati. Qual è il tuo, quale sceglieresti per cambiare e perché?Io faccio scalping sui titoli illiquidi e finché riesco a guadagnare non intendo cambiare. Per ora gli altri mercati sono stati oggetto solo di simulazioni per poter essere pronto in ogni momento a provare un tipo di operatività diversa. In questo senso il Simulator di VT, che utilizzo anche durante i corsi, mi aiuta molto a sperimentare e verificare teorie e tecniche che non ho mai applicato realmente. Una sana e onesta simulazione è imprescindibile prima di affrontare i mercati reali in cui, una volta che si investo il proprio capitale, entra in gioco anche l’aspetto psicologico, fatto di paure, ansie e stress per il rischio di perdere soldi.3. Il trading è una metafora della vita, come ogni attività nella quale un uomo mette tutto se stesso. Cosa non può mancare in questa metafora, ma indica una cosa sola…?Nel trading non si inventa niente come nella vita. Direi che bisogna sempre pensare positivo e non abbattersi mai.4. Uscire da un trade è più difficile che entrare, e forse il talento sta proprio in come si esce. Tu su che basi lo fai, quando non lo hai deciso in anticipo?Guardando il book che cambia molto velocemente è necessario aggiornare continuamente gli obiettivi e il rischio. Va da sé che non è mai facile cogliere l’attimo migliore per uscire dal mercato. Raramente un’operazione è la migliore possibile. Ciò rende il trading e lo scalping in particolare un’attività psicologicamente difficile da gestire proprio perché non ci devono essere spazi per rimpianti: “se avessi aspettato…” “se avessi chiuso subito…”. Col senno di poi è troppo facile.5. Dopo tanti anni, forse sono stupido, ma non ho capito ancora bene la differenza tra investimento e speculazione, a parte forse la durata… tu che idea hai?Secondo me sono la stessa cosa: l’obiettivo rimane guadagnare.6. Cosa fai dopo un trade sbagliato per colpa tua?Continuo a operare. Rendersi conto di avere sbagliato deve servire a migliorare. In questo senso tenere una statistica delle proprie operazioni risulta decisivo per intervenire dove si commettono più errori.7. È possibile operare per anni sempre con la stessa tecnica?Penso di sì. Io ne sono un esempio anche se bisogna sempre essere in grado di capire se qualcosa è cambiato o sta cambiando (volatilità, scambi, titoli…).8. Che peso ha lo studio nel mantenimento di buone performance? È possibile continuare a guadagnare senza studiare?Lo studio è sempre una parte fondamentale del mio trading, non solo la parte relativa alla lettura dei testi, ma anche alla verifica se ciò che è scritto nei testi corrisponde a verità. Non prendo mai niente per scontato e cerco sempre di vedere se le tecniche funzionano sul campo. Un buon programma di simulazione, come il simulator presente in Visual Trader, consente non solo la verifica delle tecniche dei migliori trader del mondo ma anche di sperimentare nuovi metodi.9. Trading part time o trading a tempo pieno. In cosa sono simili e in cosa sono diversi?Sono basati sugli stessi principi. Sia che gli si dedichi un’ora al giorno che tutta la giornata, il trading deve essere fatto in modo professionale. Molto spesso si confonde il trading part-time come un’attività da fare a tempo perso, dimenticandosi che si ha comunque a che fare con i migliori e più capitalizzati trader del mondo. Fare trading in modo non professionale, indipendentemente dal tempo a disposizione, significa sempre dover soccombere.10. Per cosa sono utili i software, in cosa sono inutili, in cosa addirittura dannosi?Vedo solo aspetti positivi nei software. VT in tal senso lo considerò un programma assolutamente all’altezza della situazione. Tanto per citare alcune funzioni molto interessanti che utilizzo, considero importante la possibilità di ordinare le liste dei titoli in funzione di diversi parametri, la facilità di disegnare e inserire diversi oscillatori e indicatori sui grafici, la ricerca automatica di pattern e candele giapponesi, il già citato programma di simulazione e le varie funzione presenti nelle watchlist real time.libro Claudio Baldi 211. Ogni trader nella ricetta operativa mette il money management. Ci dici cosa è e cosa concretamente significa, al di là delle definizioni?Money management significa gestione della posizione. Come ho descritto in modo esaustivo le mio libro “Oltre il money management” edito da Trading Library, money management significa gestione della posizione, cioè saper posizionare correttamente lo stop loss e il take profit, in modo da riuscire a calcolare il corretto rapporto rendimento/rischio indispensabile nel momento dell’entrata nel mercato, ma soprattutto saper dimensionare correttamente la posizione in funzione della propria sopportazione del rischio e del capitale a disposizione.12. Cosa è per te un contrarian?È uno che testardamente cerca di guadagnare andando contro il mercato. Forse sarebbe meglio capire che “trend is your friend”: meglio andare a favore del trend.13. Un’altra regola d’oro è “la disciplina”. Ma dire che “bisogna essere disciplinati” è un po’ come dire che “bisogna essere intelligenti”. Potresti aggiungere qualcosa?Bisogna essere tanto intelligenti da capire che la disciplina è l’aspetto fondamentale del trading, cioè il rispetto delle regole che noi stessi ci siamo dati.14. Fare il trader a tempo pieno è una scelta o un obbligo, perché i prezzi comunque ti occupano la mente in continuazione?Fare il trader a tempo pieno è una scelta. Fare scalping consente di chiudere tutte le posizioni a fine giornata e di tenere libera la mente fino al giorno successivo. La possibilità si staccare la spina è un aspetto molto interessante, e spesso trascurato, dello scalping.15. La prima regola di Paul Tudor Jones è “proteggi quello che hai”. A parte i soldi, cosa deve proteggere un trader sopra ogni cosa?Le cose importanti della vita sono la salute, la famiglia e le amicizie. Il resto non conta. Nessun trade andato male riuscirà mai a rovinarmi una giornata.16. Secondo molti la dotazione di capitale psicologico è forse più importante del capitale finanziario. Qual è l’aspetto più rilevante del tuo capitale psicologico?La capacità di rimanere calmo di fronte alle inevitabile perdite.17. Ma un approccio “militare” non semplifica tutto? E non fa piazza pulita della psicologia e altri ostacoli?Riuscire a limitare lo stress è fondamentale. La parte intuitiva del trading, secondo me, è molto piccola e la tecnica è fatta di regole. Fare del trading un’arte è impossibile.18. Esistono gli imprevisti, o lo stop loss usato rigidamente li elimina di fatto?In teoria sì. Esistono tuttavia gli imprevisti che, specie per chi fa scalping, sono determinati dagli spike di prezzo causati da uno scambio solo che spazza via tutti i livelli visibili del book. Di fronte a questa eventualità non resta che attendere che il prezzo torni dov’era prima (molto spesso capita così) o al limite limitare i danni. Ci vuole molto sangue freddo per gestire queste situazioni.19. Cosa è più formativo per te come trader? Alludo all’attività di pensiero che più ti rafforza per operare…Leggere tanto, essere curioso di ogni cosa, avere sempre il sorriso sulle labbra, cioè pensare positivo e mantenere la mente sempre in forma.20. Nel trading disciplinato che spazio c’è per l’intuito?Come ho già detto fare del trading un’arte è impossibile. Ciò che chiamiamo intuito è la capacità di leggere situazioni viste e riviste tante volte e che ci fa aprire una posizione o chiuderne un’altra anche se la tecnica ci porterebbe a fare il contrario.21. E per il talento? Cioè, cosa porta a performance diverse due trader che usano esattamente le stesse tecniche?Non si tratta di talento ma di gestione della posizione. Il talento sta a monte nella capacità di capire che la tecnica non è importante quanto il money management22. Immagino che una parte dei denari guadagnati non vengano reimmessi nel trading. In cosa li investi? Ancora titoli, case, opere d’arte?Soprattutto in viaggi anche se fino ad ora sono stati impiegati per larga parte nella casa.23. Una buona parte dei trader di alto livello scrivono libri, e sugli altri c’è chi scrive libri. A cosa serve (a parte i diritti d’autore): a chiarirsi le idee, a diventare più famosi, a far parte di una comunità più ampia? Puro narcisismo?Pubblicare un libro è sempre una grande soddisfazione. Non capita a tutti. Gli altri aspetti sono una conseguenza: si diventa più conosciuti (sempre ammesso che il libro piaccia…) e si ha la possibilità di conoscere molte persone. Per quanto riguarda i diritti d’autore l’argomento è troppo di nicchia per arricchirsi.24. Cosa si può imparare dai libri di altri trader? Siamo sicuri che dicano proprio tutto tutto tutto?…Esistono libri molto interessanti. Io cerco di leggere tutto. Alcune cose le condivido altre meno. Alcune le utilizzo altre no. È comunque sempre importante conoscere l’operatività degli altri. Solo così si può intuire perché dove io compro c’è qualcun altro che ha deciso di vendere. Ora sono anche in grado di capire se l’autore dice tutto o è semplicemente un ciarlatano. I testi dei trader più famosi, comunque, sono completi. C’è anche da dire che molte tecniche, specie quelle basati sull’analisi grafica, una volta rivelate non vanno a discapito di chi le ha inventate per cui non avrebbe senso non dire tutto.

Novembre 2, 2007

Intervista a Stefano Bargiacchi

bargiacchi1. Raccontaci un “salvataggio sulla linea”, un’operazione che poteva portare a una grande perdita, evitata alla fine. Quale dote ti ha aiutato di più?Personalmente sono molto contrario al concetto di “salvataggio sulla linea”, che ritengo estremamente diseducativo e in ultima analisi può risultare molto costoso. Preferisco di gran lunga pagare il prezzo dei miei errori, che sono tanti, che non viziare la mia mente abituandola che ci può essere una via d’uscita, cosa che, ripeto, può in futuro costare molto cara.Con questo non voglio dire che non ho avuto situazioni simili, ma le ritengo in ogni caso negative.Alla fine di ogni trade nel mio diario registro un commento incentrato prevalentemente su come ho tradato e non sul fatto se il trade mi abbia dato una perdita o un profitto. A volte posso aver guadagnato, ma aver tradato malissimo; altre volte posso aver perso, ma aver segnato in tutta evidenza sul mio diario: “trade perfetto” (che come immaginerete è una rarità).

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2. Solitamente un trader si specializza in pochi mercati. Qual è il tuo, quale sceglieresti per cambiare e perché?E’ vero, io do molta importanza alla specializzazione, che a volte porto a livelli estremi. Ad esempio, in fase di apprendimento consiglio ai neofiti di provare un solo mercato e specializzarsi su quello. Un po’ come la pista da sci fatta e rifatta centinaia di volte fino a raggiungere la perfezione. Questo è ottenibile grazie la simulazione, che permette di perfezionare e migliorare il proprio trading, esattamente come fanno gli sportivi professionisti. In tal senso, consiglio vivamente il simulatore recentemente incluso nell’ultima versione di Visual Trader, ma presente anche in altri ottimi software come ad esempio il NinjaTrader, come strumento indispensabile per raggiungere l’eccellenza nel trading.Tornando alla domanda nei mercati di riferimento sono i future sugli indici azionari, quindi i classici Dax, Eurostoxx 50, S&P 500, senza dimenticare il nostro S&P MIB, è tuttora al centro della mia operatività, anche per problemi di orari, oltre che di strategia. Infatti, la sua chiusura anticipata rispetto agli altri permette da un lato di non essere costretti a stare sui mercati dalle 8 alle 22, ma di selezionare determinati orari come cruciali; dall’altro questo stesso fatto permette di impostare una strategia basata sui gap di apertura molto redditizia.A volte, pur facendo trading in modo professionale ed esclusivo, mi rendo conto che superate le 23 h consecutive davanti al monitor il mio giudizio tende ad annebbiarsi e soprattutto perdo di vista il quadro generale, lasciandomi maggiormente influenzare dalle micro fluttuazioni sui time frame più bassi.Ecco che le relativamente limitate ore di contrattazioni del fib mi permettono di ridurre a due sessioni quotidiane di 2/3 h ciascuna la mia operatività intraday.

3. Uscire da un trade è più difficile che entrare, e forse il talento sta proprio in come si esce. Tu su che basi lo fai, quando non lo hai deciso in anticipo?Direi piuttosto che uscire da un trade è più importante che entrare, ma è fondamentale aver sempre deciso in anticipo e chiaramente un punto di uscita, specialmente per quanto riguarda il rischio e quindi lo stop loss. A mio parere, si può eventualmente evitare di decidere il primo target, ma mai entrare in un trade senza conoscere esattamente il proprio rischio. Anche l’entrata più assurda e basata su una mera impulsività (cosa di per sé estremamente negativa) può avere una sua logica solo se sia ben chiaro e predeterminato il rischio (e quindi lo stop loss).Una regola di uscita, utile soprattutto in intraday, che io utilizzo spesso e di cui parlavo proprio ieri sera con un amico, è che a fronte di un inaspettato e repentino movimento in proprio favore (ad esempio uno Spike improvviso e inatteso) è sempre meglio uscire prima e porsi delle domande dopo. Qualsiasi domanda, anche quella se fosse stato meglio restare nel trade oppure sulle ragioni che hanno causato lo spike.

4. Dopo tanti anni, forse sono stupido, ma non ho capito ancora bene la differenza tra investimento e speculazione, a parte forse la durata… tu che idea hai?Anzitutto va detto che purtroppo nella lingua italiana il termine speculare ha un’accezione fortemente negativa, cosa che non condivido. La speculazione svolgere una funzione fondamentale nel funzionamento dei mercati finanziari in quanto provvede gli stessi di quella liquidità di cui necessitano per funzionare. Ad esempio, nei derivati, mancando la speculazione e quindi la liquidità fornita dalla stessa, non si avrebbe la possibilità di utilizzare tali strumenti per coprirsi dai rischi, che, lo ricordo è lo scopo alla base dell’esistenza stessa di tali contratti.Tornando alla domanda e semplificando al massimo, credo che investire sia acquistare ad esempio un’azione perché si crede nella capacità di creazione di valore dell’azienda cui il titolo fa riferimento. Speculare prescinde da tali valutazioni.

5. Cosa fai dopo un trade sbagliato per colpa tua?Registro immediatamente nel diario gli errori che ho fatto e cerco di imparare dagli stessi. Subito dopo mi metto il trade dietro le spalle e guardo al prossimo.

6. È possibile operare per anni sempre con la stessa tecnica?Certamente, sono un fautore della semplicità. Ad esempio, nel mio trading non utilizzo alcun indicatore o oscillatore, ma solo l’analisi del movimento dei prezzi, basata su concetti elementari di trend, massimi e minimi precedenti e così via. Certo, è importante comprendere come l’adattamento alle mutate condizioni dei mercati, elemento questo imprescindibile dalla nostra professione, sia un elemento necessario. Quindi la risposta è sì, laddove si pensi alla “stessa tecnica” come ad un qualcosa in perenne divenire e mai realmente determinato.

7. Che peso ha lo studio nel mantenimento di buone performance? È possibile continuare a guadagnare senza studiare?No, nel modo più deciso.

8. Trading part time o trading a tempo pieno. In cosa sono simili e in cosa sono diversi?Avendo fatto una scelta radicale come quella di abbandonare il mio lavoro per il trading posso dire con cognizione di causa come questo sia fondamentalmente un errore. La ragione è che le probabilità di successo sono prevalentemente contro chi si mette su questa strada, anche il fatto di riuscire in questa professione esercitata in modo esclusivo rappresenta certamente l’eccezione alla regola. Da qui è seguita la scelta di creare prima un sito, poi una serie di attività dedicate più che alla formazione alla sensibilizzazione dei trader e degli aspiranti tali sulle insidie che questo mestiere nasconde che sul percorso, come amo chiamarlo, da seguire verso la professionalità. Ecco, preferisco porre l’accento sul trading professionale, piuttosto che sulla definizione di trader part-time e trader full time. Su questo non ci sono dubbi il trading è e deve essere un’attività svolta in maniera professionale prescindendo dal tempo che durante la giornata si ha a disposizione. Ne consegue la distinzione che preferisco tra professionisti e dilettanti e qui torna il tema della simulazione a me tanto caro.In sintesi, come gli sport professionistici, nel termine necessario allenarsi e prepararsi a fondo prima di affrontare i mercati, dove le nostre controparti sono i migliori professionisti al mondo sin dal nostro primo trade, ma anche nell’ultimo fatto ieri prima della chiusura dei mercati.

9. La prima regola di Paul Tudor Jones è “proteggi quello che hai”. A parte i soldi, cosa deve proteggere un trader sopra ogni cosa?Quello che altri prima di me hanno chiamato il capitale psicologico. Nel mio caso la certezza che, citando (vado a memoria) un’affermazione di Linda Raschke nel famosissimo libro di interviste “Market Wizard”: “ovunque io mi possa ritrovare nel mondo, con un minimo di capitale ed una “quote machine” so che potrò sempre guadagnarmi da vivere”.

10. Esistono gli imprevisti, o lo stop loss usato rigidamente li elimina di fatto?Certo che esistono, basti citare lo slippage e improvvise mancanze di liquidità, con cui anche il sistema di stop più rigido deve fare i conti.

11. Cosa è più formativo per te come trader? Alludo all’attività di pensiero che più ti rafforza per operare…Il fatto di concentrarsi sulle cose positive e non solo sugli errori.

12. Nel trading disciplinato che spazio c’è per l’intuito?Innanzitutto dipende da che tipo di trading ci si riferisce, con quello sistematico una volta disegnato il proprio trading system esiste solo la disciplina, anche se ovviamente l’intuito può essere molto utile nella fase di progettazione. Per quanto riguarda il trading discrezionale, che quello che io pratico, credo che l’intuito abbia un ruolo importante e talvolta decisivo.

13. Immagino che una parte dei denari guadagnati non vengano reimmessi nel trading. In cosa li investi? Ancora titoli, case, opere d’arte?Nelle cose più sicure e con rendimenti certi, assenza di commissioni o costi di gestione e massima trasparenza. Un esempio per tutti può essere quello dei “pronti contro termine”.

14. Una buona parte dei trader di alto livello scrivono libri, e sugli altri c’è chi scrive libri. A cosa serve (a parte i diritti d’autore): a chiarirsi le idee, a diventare più famosi, a far parte di una comunità più ampia? Puro narcisismo?Nel mio caso scrivere un libro è stato fin dall’inizio uno degli obiettivi principali, poiché l’enorme sforzo richiesto dalla mia professione in termini di studio e di preparazione per arrivare alla conoscenza acquisita in materia di mercati finanziari e di tecniche di trading credo trovi un naturale sbocco nella condivisione di questa stessa conoscenza. Nel mio caso, tornando a quanto detto prima, l’attività editoriale in generale e di formazione è proprio finalizzata ad evitare che altri ripetono l’errore che io stesso ho commesso, ma seguono il percorso più corretto per avvicinarsi e intraprendere questa professione.

15. Cosa si può imparare dai libri di altri trader? Siamo sicuri che dicano proprio tutto tutto tutto?…L’importante in ogni libro che leggo sull’argomento è che mi dia un’idea, anche una sola, sulla quale lavorare e da implementare nella mia strategia è metodo di trading. Non m’interessa se chi scrive lo fa per soldi, perché non riesce a fare trading o per altri motivi. Per me è sufficiente avere un’idea da ogni libro che leggo. A questo proposito tengo a precisare che personalmente non ho alcun interesse a sapere se l’autore guadagna realmente oppure scrive solo libri, anche perché le sue parole sono spesso rivelatrici molto più di quanto possono esserlo altre fonti di prove che ritengo spesso dubbie.In generale, è anche vero che non è detto che chi guadagna col trading sappia anche insegnare e a volte ci sono ottimi scrittori e insegnanti, che magari sono dei pessimi trader. Anche questo fattore contribuisce al mio disinteresse per la track record degli scrittori in questo settore.Detto questo e per rispondere alla domanda, non può interessarmi se l’autore riveli o meno tutti i propri segreti, ammesso che ce ne siano. Credo fortemente che questi cosiddetti segreti in un modo o nell’altro non esistano realmente nella mia stessa filosofia è basato proprio sulla condivisione di tutto quello che ho imparato e conosco in materia economico finanziaria e per quanto riguarda il trading sotto tutti gli aspetti.