Novembre 2, 2007

Intervista a Paolo Serafini

serafiniPaolo Serafini, professione scalper. A Tradando2008 il suo intervento è intitolato: “Tecniche di trading rapido: dal bump order agli ordini asteriscati. Come operare sul filo dei secondi sfruttando ticker e book”.1. Raccontaci un “salvataggio sulla linea”, un’operazione che poteva portare a una grande perdita, evitata alla fine. Quale dote ti ha aiutato di più?Poche settimana fa mi è capitata un’operazione molto pericolosa, mentre facevo scalping sul titolo Saipem il giorno 2 ottobre 2007 alle 14,30 circa. A un certo momento ho visto graficamente e sul book un’operazione che in quel momento ritenevo interessante. Solitamente sono molto veloce nelle entrate per cui pochi istanti dopo ho acquistato il titolo pensando che da lì a poco sarebbe salito; purtroppo avevo fatto male i conti, in borsa non ci sono mai certezze, l’unica certezza è dove inserire lo stop loss.More...Il titolo appena sono entrato, è sceso di circa 100 tick, così velocemente che non sono riuscito a stopparmi, in quel momento mi sono ritrovato da + 700 a - 8000 euro sul conto. Dato che pensavo si fosse trattato di una grossa vendita sul titolo, ho pensato di mediare l’operazione triplicando le azioni che avevo in portafoglio; naturalmente questa operazione di mediare al ribasso mi avrebbe potuto provocare una perdita ancora maggiore, avevo moltissime azioni in portafoglio e dovevo cercare di non farmi distruggere…. appena il titolo è risalito le ho vendute chiudendo l’operazione a-1100, se avessi tenuto aperta ancora l’operazione avrei guadagnato bene, invece ho ritenuto che in quel momento la grossa perdita che stavo accumulando si era trasformata in una perdita molto ma molto inferiore e davanti a me avevo ancora 3 ore per poter recuperare quella brutta operazione.2. Solitamente un trader si specializza in pochi mercati. Qual è il tuo, quale sceglieresti per cambiare e perché?Io faccio scalping sul mercato azionario italiano, il mercato con cui mi piacerebbe confrontarmi è quello americano perchè i volumi sono maggiori dei nostri mercati, ma l’elevata commissione rispetto la nostra borsa momentanemente mi frena.libro_rudd.jpg3. Il trading è una metafora della vita, come ogni attività nella quale un uomo mette tutto se stesso. Cosa non può mancare in questa metafora, ma indica una cosa sola…?Il buon umore (l’allegria).4. Uscire da un trade è più difficile che entrare, e forse il talento sta proprio in come si esce. Tu su che basi lo fai, quando non lo hai deciso in anticipo?Solitamente esco da un trade per diversi motivi, perchè penso che sia arrivato al massimo del mio guadagno o perdita, o perchè è trascorso troppo tempo e sono stanco di rimanere dentro sul mercato.5. Dopo tanti anni, forse sono stupido, ma non ho capito ancora bene la differenza tra investimento e speculazione, a parte forse la durata… tu che idea hai?La mia personale opinione è che lo scalper (speculatore) cerca di fare trading chiudendo tutte le operazioni perchè ha paura che rimanendo investito per molto tempo sul mercato possa subire delle perdite; vede i propri guadagni salire rapidamente, riesce a cogliere tutte le micro oscillazioni di prezzo del titolo cosa che invece per un investitore di lungo non riesce a fare o non ha il tempo per farlo.6. Cosa fai dopo un trade sbagliato per colpa tua?Cerco di concentrarmi alla prossima operazione senza farmi troppi problemi mentali.7. È possibile operare per anni sempre con la stessa tecnica?Si è possibile operare sempre con la stessa tecnica cercando di affinarla con il tempo.8. Che peso ha lo studio nel mantenimento di buone performance? È possibile continuare a guadagnare senza studiare?Penso che si possa migliorare anche senza studiare, le regole e il metodo sono sempre quelli, lo studio va fatto sul mercato giorno dopo giorno, ritengo sia la pratica e l’allenamento quotidiano che ti permette di arrivare a grossi risultati.9. Trading part time o trading a tempo pieno. In cosa sono simili e in cosa sono diversi?Simili nelle entrate, maggiore sforzo fisico e stress per il trading a tempo pieno, naturalmente per me molto ma molto più remunerativo a tempo pieno che part-time.10. Per cosa sono utili i software, in cosa sono inutili, in cosa addirittura dannosi?Sono utili a livello informativo a patto che il trader abbia già acquisito un proprio metodo e non voglia stravolgerlo alla continua ricerca di nuove formule magiche e allora diventa solamente dannoso.11. Ogni trader nella ricetta operativa mette il money management. Ci dici cosa è e cosa concretamente significa, al di là delle definizioni?Per Money Management e quindi per una corretta gestione del rischio penso sia fondamentale saper gestire il capitale non in maniera rigida ma in maniera flessibile su ogni operazione. Nello specifico, penso che ogni operazione in base al livello di rischio debba essere affrontata e gestita con un capitale differente, è quindi opportuno selezionare le entrate in primarie e secondarie in modo da essere sempre investiti sul mercato ma con quote diverse. Per ultimo l’aspetto psicologico e la corretta gestione della posizione(la disciplina) completano il quadro per diventare un buon trader.12. Cosa è per te un contrarian?E’una strategia operativa imperniata sull’attenzione psicologica ed emotiva del comportamento umano nelle varie forme di investimento; l’investitore contrarian è colui che cerca di capire il clima psicologico ed emotivo del mercato per anticipare le proprie scelte, cercherà di essere flessibile sul mercato senza farsi intrappolare da segnali di fine trend.13. Un’altra regola d’oro è “la disciplina”. Ma dire che “bisogna essere disciplinati” è un po’ come dire che “bisogna essere intelligenti”. Potresti aggiungere qualcosa?Infatti bisogna essere intelligenti e capaci di leggere velocemente il mercato da che parte intende muoversi; è altrettanto vero che la flessibilità di cambiare opinione nel caso ci si trovi dalla parte sbagliata è una dote che pochi hanno ma che bisogna avere, dati i continui e improvvisi mutamenti del mercato a distanza di pochi attimi14. Fare il trader a tempo pieno è una scelta o un obbligo, perché i prezzi comunque ti occupano la mente in continuazione?I prezzi non mi occupano assolutamente la mente, è chiaro che fare il trader a tempo pieno è una scelta di ognuno di noi, e anche la capacità di ognuno di noi di essere in grado di fare un determinato lavoro a tempo pieno, ciò implica tanta dedizione e sacrificio, cose che al mondo d’oggi raramente si trovano.15. La prima regola di Paul Tudor Jones è “proteggi quello che hai”. A parte i soldi, cosa deve proteggere un trader sopra ogni cosa?Il fattore psicologico.16. Secondo molti la dotazione di capitale psicologico è forse più importante del capitale finanziario. Qual è l’aspetto più rilevante del tuo capitale psicologico?La pazienza.17. Ma un approccio “militare” non semplifica tutto? E non fa piazza pulita della psicologia e altri ostacoli?Purtroppo la borsa è molto diversa da una caserma e penso che l’approccio militare oggi farebbe ben poco sia in borsa che in altri settori.18. Esistono gli imprevisti, o lo stop loss usato rigidamente li elimina di fatto?L’imprevisto in borsa esiste sempre e come è capitato a me tantissime volte (vedi la risposta n. 1), a volte lo stop loss mi è completamente saltato, per cui non è mai detto che lo stop rigido tuteli totalmente il trader da possibili rischi.19. Cosa è più formativo per te come trader? Alludo all’attività di pensiero che più ti rafforza per operare…Conseguire giornalmente risultati positivi, guadagnare ogni giorno.20. Nel trading disciplinato che spazio c’è per l’intuito?L’intuito è necessario come in ogni lavoro e una percentuale di intuito è necessaria per ogni buon trader.21. E per il talento? Cioè, cosa porta a performance diverse due trader che usano esattamente le stesse tecniche?chi è dotato di talento è molto più fortunato degli altri, naturalmente se non è accompagnato da una grandissima disciplina serve a ben poco, ad esempio nel calcio, Antonio Cassano è un grande talento dotato di scarsa disciplina, infatti i risultati non arrivano; così nel trading, mi è capitato di avere ai miei corsi un ragazzo dotato di un talento straordinario ma con nessuna voglia di sacrificarsi,alla fine ha rinunciato al lavoro di trader con mio grandissimo rammarico. Sempre nel campo calcistico, Gattuso il giocatore del milan non è affatto dotato di talento,ma la sua grandissima capacità di sacrificio lo rende un calciatore di buon livello internazionale. In borsa non serve il talento ma tantissima voglia di sacrificarsi, di allenarsi e confrontarsi sul mercato tutti i giorni, la continua ricerca di migliorarsi in tantissimi aspetti soprattutto psicologici ed avere naturalmente un metodo; certo che se alla fine si è anche dotati di talento allora le cose si semplificano di molto ma non è come ripeto una qualità importante per emergere e per essere vincenti sul mercato.22. Immagino che una parte dei denari guadagnati non vengano reimmessi nel trading. In cosa li investi? Ancora titoli, case, opere d’arte?Titoli obbligazionari a media e lunga scadenza, investimenti immobiliari.23. Una buona parte dei trader di alto livello scrivono libri, e sugli altri c’è chi scrive libri. A cosa serve (a parte i diritti d’autore): a chiarirsi le idee, a diventare più famosi, a far parte di una comunità più ampia? Puro narcisismo?Penso che la maggior parte dei libri non siano scritti da trader di alto livello ma di modestissimo livello; certamente ciò che può spingere un trader a scrivere un libro possa essere il fatto di dare un contributo ad altri trader di avere un metodo vincente perchè ritiene che la sua metodologia di trading e quindi anche il suo libro sia il migliore in assoluto.24. Cosa si può imparare dai libri di altri trader? Siamo sicuri che dicano proprio tutto tutto tutto?…Penso che per capire veramente cosa ogni trader scrive nei propri libri bisogna essere fortunati a trovare quello che scrive ed è vincente sul mercato; solitamente chi scrive tanti libri spende il suo tempo in trasmissioni televisive,forum,convegni sul trading,seminari gratuiti, e non dedica una giornata al mercato azionario….la mia deduzione è che molti libri servono solo per farsi pubblicità ingiusta a scapito di quei pochi che scrivono con chiarezza e guadagnano in borsa. Ed è per questo che su ogni libro dovrebbero essere riportati i guadagni realizzati tramite certificazioni bancarie….sono anche sicuro che scrivono realmente quasi tutto quello che sanno di borsa, certamente l’unica cosa che manca in ogni libro è l’esperienza accumulata negli anni da ogni trader, patrimonio che ogni trader deve acquisire sul campo di “battaglia” giorno dopo giorno.25. Lo scalping è noioso? Perché sembra l’attività in cui la disciplina ha il peso maggiore. Dove sta la creatività?Penso che lo scalping non sia assolutamente noioso, lo ritengo un lavoro meraviglioso capace di emozionarti sempre come nessun altro lavoro al mondo, sempre a mio modesto parere.26. Per lo scalping servono mercati perfetti o si riescono a parare sempre anche “movimenti” non proprio perfetti?L’unica cosa perfetta nello scalping è la disciplina e la grandissima tenuta psicologica, i mercati possono essere imperfetti fin che si vuole, ma la differernza la facciamo sempre noi seduti davanti al monitor.27. Uno scalper con piccoli mezzi ce la fa a competere in mercati dove ci sono operatori con grandi mezzi?oggi con la leva finanziaria si riescono a gestire anche capitali abbastanza buoni e penso che questo abbia certamente spiazzato i grossi operatori e assottigliato la grande differenza che esisteva fino a qualche anno fa.

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