Intervista a Nicola D’Antuono
By tradando in Tradando 2007, Le Interviste, Articolo | 0 comments
Nicola D’Antuono, day-trader. A Tradando2008 il suo intervento è intitolato: “Le tecniche operative di un mini day-trader: swing, position e intraday trading al servizio di chi opera con capitali ridotti”.1. Raccontaci un “salvataggio sulla linea”, un’operazione che poteva portare a una grande perdita, evitata alla fine. Quale dote ti ha aiutato di più?Sicuramente un trade intraday su Trevi. Era entrato long e dopo pochi istanti vidi con sorpresa che il titolo era stato sospeso per eccesso di ribasso, quando un minuto prima era sul +1% circa. Capii subito che si trattava di una vendita al meglio di un grosso investitore e aspettai la riapertura del titolo. Il titolo aprì a -2% e riuscii a vendere con una piccola perdita. L’esperienza e la conoscenza del funzionamento di alcuni tipi di ordini mi ha permesso di salvarmi in corner…2. Solitamente un trader si specializza in pochi mercati. Qual è il tuo, quale sceglieresti per cambiare e perché?Sono specializzato sul mercato azionario italiano, specialmente sui titoli illiquidi dove ho sviluppato col tempo alcune tecniche che mi permettono di limitare i rischi. Un mercato che mi affascina è sicuramente quello delle valute ma anche quello delle commodities, dove è possibile effettuare strategie anche basandosi sull’analisi fondamentale.
3. Il trading è una metafora della vita, come ogni attività nella quale un uomo mette tutto se stesso. Cosa non può mancare in questa metafora, ma indica una cosa sola…?La fede in Dio non deve mai mancare.4. Uscire da un trade è più difficile che entrare, e forse il talento sta proprio in come si esce. Tu su che basi lo fai, quando non lo hai deciso in anticipo?Prima era una vera e propria lacuna. Oggi sto scoprendo con grande piacere una nuova capacità di gestione delle operazioni che mi ha permesso di ottenere quel valore aggiunto che mi mancava. Cerco di essere coerente con l’orizzonte temporale scelto stringendo lo stop profit solo se ricorrono certe condizioni…5. Dopo tanti anni, forse sono stupido, ma non ho capito ancora bene la differenza tra investimento e speculazione, a parte forse la durata… tu che idea hai?Investire è acquistare una fetta del capitale di un’azienda perché si è interessati ai valori fondamentali della stessa (capacità di generare utili, dividendi, basso indebitamento, ecc.) con un obiettivo di medio-lungo periodo. Speculare vuol dire che non ce ne frega nulla di quello che stiamo acquistando/vendendo perché ci interessa sfruttare le inefficienze di breve per ottenere gratificazioni immediate. Sì, potrebbe essere così…6. Cosa fai dopo un trade sbagliato per colpa tua?E’ sempre colpa mia se sbaglio un trade. Per me è importante seguire scrupolosamente il mio sistema di trading, per cui se effettuo una sequenza di operazioni senza una valida motivazione capisco che è il momento di fermarmi per un po’…7. È possibile operare per anni sempre con la stessa tecnica?Nella stragrande maggioranza dei casi direi di sì. La cosa importante è utilizzare la tecnica giusta in relazione al tipo di mercato che si sta affrontando (in trend, in congestione, in trading range, ecc.).Leggi il profilo di Nicola D’Antuono8. Che peso ha lo studio nel mantenimento di buone performance? È possibile continuare a guadagnare senza studiare?Lo studio è la chiave del successo. Permette di stimolare la mente e di possedere un know-how dal valore inestimabile. Impossibile farne a meno.9. Trading part time o trading a tempo pieno. In cosa sono simili e in cosa sono diversi?In comune hanno sicuramente l’aspetto della dedizione e dell’impegno, che deve essere uguale e costante in entrambi i casi se si vuole diventare professionisti della materia. Diversamente penso che un trader full-time debba concedersi una postazione operativa più completa e attrezzata.10. Per cosa sono utili i software, in cosa sono inutili, in cosa addirittura dannosi?Un software è utile perché ti offre una fotografia dello strumento finanziario analizzato con tutte le informazioni necessarie. Diventa dannoso quando si fa un “abuso” di indicatori e oscillatori per analizzare i grafici. Ciò può addirittura confondere le idee.11. Ogni trader nella ricetta operativa mette il money management. Ci dici cosa è e cosa concretamente significa, al di là delle definizioni?Semplicemente l’insieme delle operazioni necessarie per la corretta gestione delle operazioni in modo tale da non intaccare particolarmente né il capitale economico né quello psicologico.12. Cosa è per te un contrarian?Qualcuno che va controcorrente?…13. Un’altra regola d’oro è “la disciplina”. Ma dire che “bisogna essere disciplinati” è un po’ come dire che “bisogna essere intelligenti”. Potresti aggiungere qualcosa?Essere disciplinati presuppone una grande capacità di rispettare delle regole stabilite ex ante.14. Fare il trader a tempo pieno è una scelta o un obbligo, perché i prezzi comunque ti occupano la mente in continuazione?E’ vero. A questo proposito ti racconto un aneddoto. Ricordo che una sera iniziarono a scorrere velocemente nella mia mente una serie di prezzi relativi a un titolo sottile del nostro listino: Ratti. Chiamai alcuni amici prima di andare a dormire dicendo loro che su quel titolo poteva accadere qualcosa di sensazionale. Nei successivi tre giorni il titolo salì di oltre il 60%. Una storia incredibile…15. La prima regola di Paul Tudor Jones è “proteggi quello che hai”. A parte i soldi, cosa deve proteggere un trader sopra ogni cosa?La propria mente e il proprio grado di autostima. Sono fondamentali.16. Secondo molti la dotazione di capitale psicologico è forse più importante del capitale finanziario. Qual è l’aspetto più rilevante del tuo capitale psicologico?La conoscenza completa di me stesso. Già 2000 anni fa il grande filosofo greco Socrate diceva: ”Conosci te stesso, se non ti conosci non conosci nulla”.17. Ma un approccio “militare” non semplifica tutto? E non fa piazza pulita della psicologia e altri ostacoli?Amo le sfide, mi “diverto” a gestire gli imprevisti e trovare soluzioni quando le cose non vanno esattamente per il meglio. Tra l’altro sono un grande appassionato di management.18. Esistono gli imprevisti, o lo stop loss usato rigidamente li elimina di fatto?Gli imprevisti ci saranno sempre, ma l’evento catastrofico è decisamente raro. L’importante è non esporsi troppo con il capitale a propria disposizione.19. Cosa è più formativo per te come trader? Alludo all’attività di pensiero che più ti rafforza per operare…Vedere come lavorano coloro che hanno già ottenuto grandi successi in questa professione e imparare dalle loro esperienze.20. Nel trading disciplinato che spazio c’è per l’intuito?Sì, certamente. E’ una dote, però, non sempre replicabile che qualcuno riesce a creare grazie alle proprie esperienze.21. E per il talento? Cioè, cosa porta a performance diverse due trader che usano esattamente le stesse tecniche?Il talento da solo non basta, va “nutrito” e plasmato continuamente. Se due trader utilizzano tecniche uguali ma ottengono rendimenti differenti vuol dire che uno è più bravo dell’altro a gestire le posizioni.22. Immagino che una parte dei denari guadagnati non vengano reimmessi nel trading. In cosa li investi? Ancora titoli, case, opere d’arte?Nella mia formazione: compro libri sugli investimenti, la speculazione e sul management. Il resto lo investo in attività imprenditoriali.23. Una buona parte dei trader di alto livello scrivono libri, e sugli altri c’è chi scrive libri. A cosa serve (a parte i diritti d’autore): a chiarirsi le idee, a diventare più famosi, a far parte di una comunità più ampia? Puro narcisismo?Probabilmente ogni trader ha il suo buon motivo: ritorno economico sui diritti d’autore, promozione della propria immagine, narcisismo, ma anche trasmettere agli altri le proprie conoscenze.24. Cosa si può imparare dai libri di altri trader? Siamo sicuri che dicano proprio tutto tutto tutto?…Ho letto tantissimi libri ma non tutti mi hanno insegnato cose interessanti. Certo mi hanno aiutato a creare una base da cui partire, ma penso che il 70% si impara a mercati aperti.25. Parlando di piccoli investitori riteniamo importante il tema della “leva” da usare. In che misura può essere più un pericolo che una opportunità i piccoli trader?Io ripeto sempre che la leva va utilizzata semplicemente come strumento di diversificazione, non per cercare di ampliare eventualmente i profitti. Personalmente la utilizzo soltanto sui titoli a larga capitalizzazione in operazioni di scalping quando ho interesse a lucrare pochissimi tick.26. Rispetto agli strumenti su cui operare: è meglio ricercare poche ghiotte occasioni sugli strumenti meno trattati, o maggiori possibilità su attività più liquide?Io lavoro molto sui titoli azionari illiquidi e sottili, in ossequio al principio: “Dove c’è spread c’è pane”… Cerco di individuare quei titoli che possono entrare nelle grazie di qualche investitore istituzionale e di cavalcare il trend il più possibile.
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