Ottobre 29, 2007

Intervista a Claudio Bozzolato

bozzolatoClaudio Bozzolato, uno dei top trader italiani. A Tradando2008 il suo intervento è intitolato: “Un sistema democratico. L’insieme di più sistemi opportunamente pesati dà il consenso tramite maggioranza alle posizioni long o short”.1. Raccontaci un “salvataggio sulla linea”, un’operazione che poteva portare a una grande perdita, evitata alla fine. Quale dote ti ha aiutato di più?Il rigore ed il metodo di lavoro, mi sono venuti in soccorso in due occasioni, nel crollo delle torri gemelle, rimanendo in posizione short anche quando stavo consolidando profitti notevoli e che nei giorni successivi si sono ridotti, ed il giorno dell’attentato a Madrid quando sono rimasto al rialzo per ben due ore (nella direzione del sistema) perdendo in maniera consistente ma recuperando a metà seduta quello perso in prima battuta e comunque concludendo a fine giornata in pareggio grazie all’applicazione rigorosa dei segnali.2. Solitamente un trader si specializza in pochi mercati. Qual è il tuo, quale sceglieresti per cambiare e perché?Lo S&P mib 40 future (ex FIB 30) è lo strumento su cui opero, in futuro il logico ed inevitabile passaggio sarà ad un future di livello europeo.More...3. Uscire da un trade è più difficile che entrare, e forse il talento sta proprio in come si esce. Tu su che basi lo fai, quando non lo hai deciso in anticipo?La mia operatività da adito a poche se non alcuna decisione di tipo discrezionale , l’operatività sistematica cui sono approdato da ormai otre 10 anni mi ha portato a risolvere questi tipi di incombenze.4. Dopo tanti anni, forse sono stupido, ma non ho capito ancora bene la differenza tra investimento e speculazione, a parte forse la durata… tu che idea hai?Sia che si parli di investimento che di speculazione, occorre avere le idee chiare su che tipo di strategia adottare, dal mio punto di vista l’investimento è un “capitale statico” la speculazione è più un’opportunità “cercata e occasionale”5. Cosa fai dopo un trade sbagliato per colpa tua?La contabilità delle operazioni in utile ed in perdita la eseguo su base trimestrale e la raffronto/rapporto a quella storica derivante dagli studi preventivi.6. È possibile operare per anni sempre con la stessa tecnica?Sono abituato a mettere in discussione un piano di lavoro adottato (scelta di un trading-system), solo dopo avere intaccato la soglia di perdita massima (massimo draw-down) del sistema.7. Che peso ha lo studio nel mantenimento di buone performance? È possibile continuare a guadagnare senza studiare?E sempre indispensabile dedicare buona parte del proprio tempo allo sviluppo, e per l’affidabilità dei sistemi e per la flessibilità della propria mente.8. Trading part time o trading a tempo pieno. In cosa sono simili e in cosa sono diversi?Sono due cose perfettamente identiche, l’obiettivo comune è guadagnare, la differenza è che per coloro che lo svolgono part-time c’è il giustificativo che, qualora vivano di proventi diversi, possono tollerare delle perdite, per chi vive di trading non è ammissibile.9. Per cosa sono utili i software, in cosa sono inutili, in cosa addirittura dannosi?I software sono “il mezzo”per arrivare al “fine” , sono utili e sono tanto più utili quando preferibilmente sono concepiti e costruiti da colui che li utilizzerà anche perché è importante testarne la bontà in prima persona.10. Ogni trader nella ricetta operativa mette il money management. Ci dici cosa è e cosa concretamente significa, al di là delle definizioni?Prendo in prestito il concetto del principio edonistico, massimo utile perseguibile utilizzando le limitate risorse che si hanno a disposizione, vale a dire mettersi nella condizione piu’ favorevole a noi e più sfavorevole al mercato (inteso come avversario nella posizione intrapresa).11. Cosa è per te un contrarian?Colui che , magari più bravo degli altri, vuole guadagnare e allo stesso tempo dimostrare di essere più bravo di coloro che guadagnano meno di lui ma con maggiore tranquillità in quanto a favore di “trend”.12. Un’altra regola d’oro è “la disciplina”. Ma dire che “bisogna essere disciplinati” è un po’ come dire che “bisogna essere intelligenti”. Potresti aggiungere qualcosa?L’intelligenza , per chi opera su base sistematica, va utilizzata per lo studio, la disciplina è indispensabile nell’applicazione del metodo studiato ed adottato per fare trading13. Fare il trader a tempo pieno è una scelta o un obbligo, perché i prezzi comunque ti occupano la mente in continuazione?E stata una scelta, ho avuto la fortuna di riuscire a trasformare una passione nella mia attività primaria.14. La prima regola di Paul Tudor Jones è “proteggi quello che hai”. A parte i soldi, cosa deve proteggere un trader sopra ogni cosa?La propria salute, per quanto mi riguarda è fondamentale quando si entra in un “trade” essere consapevoli di quello che si fa, e l’approccio sistematico a mio avviso contribuisce in questo15. Ma un approccio “militare” non semplifica tutto? E non fa piazza pulita della psicologia e altri ostacoli?L’approccio militare va bene , se prima c’è stato l’adeguato addestramento.16. Esistono gli imprevisti, o lo stop loss usato rigidamente li elimina di fatto?Gli imprevisti ci possono sempre essere, il mercato viene bloccato sopra un tuo stop e riapre più basso senza eseguire l’ordine che rimane in “pending”…17. Cosa è più formativo per te come trader? Alludo all’attività di pensiero che più ti rafforza per operare…La forza viene dallo studio che rende consapevoli di quello che si sta facendo.18. Nel trading disciplinato che spazio c’è per l’intuito?Nel trading disciplinato forse , nel trading sistematico non ci deve essere, dico sempre in fase di trading bisogna riporre la testa in un cassetto chiuderlo a chiave e gettare la chiave fino alla chiusura del trade.19. E per il talento? Cioè, cosa porta a performance diverse due trader che usano esattamente le stesse tecniche?Il talento, come in tutte le attività esiste, a mio avviso quello che conta di più è il livello di propensione al rischio che varia da un soggetto ad un altro e l’importanza che viene data al denaro mentre un ‘operazione è ancora aperta.20. Una buona parte dei trader di alto livello scrivono libri, e sugli altri c’è chi scrive libri. A cosa serve (a parte i diritti d’autore): a chiarirsi le idee, a diventare più famosi, a far parte di una comunità più ampia? Puro narcisismo?Non si vive di solo pane…21. Cosa si può imparare dai libri di altri trader? Siamo sicuri che dicano proprio tutto tutto tutto?…Se dicessi che chi scrive scrive perché non è in grado di guadagnare con il trading risulterei oltre che antipatico anche presuntuoso per cui chi scrive sono portato a pensare che dica la verità.22. Qual è la molla che spinge un trader a passare da un’attività discrezionale a una sistematica. È un riconoscere i propri limiti oppure il bisogno di “incanalare” e codificare le proprie conoscenze? Per me il problema non si è posto in quanto il mio approccio è sempre stato di tipo metodico, ho sempre lavorato con i numeri quando lavoravo con i sistemi su totocalcio, enalotto e tris23. Il passaggio a un trading sistematico influenza la componente emozionale della fase del trade? Magari riducendola? E in questo caso, se ne sente la mancanza?Dipende dal contesto in cui ci si trova, è evidente che se siamo in una fase di sofferenza della linea degli utili personalmente ho la sensazione di essere impotente in quanto non sono abituato a fare correzioni di rotta “in corsa” . La componente emozionale quando si guadagna può giocare brutti scherzi per cui preferisco le fasi difficili in quanto aiutano a trovare soluzioni migliori.24. Qual è la fase più delicata dal punto di vista della compilazione di un sistema sistematico? E quali sono i principali errori che fanno i neofiti?Il problema è “strutturale” per chi opera in maniera sistematica, i dati pregressi danno la misura di ciò che è accaduto e ci indicano una linea guida per il futuro ma non ci danno la certezza matematica di ciò che accadrà.25. Il money management è un accessorio che migliora le performances di un trading system, o è una chiave del successo?Mi rifaccio a quanto detto in precedenza in relazione al money-management.

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