Intervista a Alessandro Conti
By tradando in Tradando 2007, Le Interviste, Articolo | 0 comments
Alessandro Conti, grande esperto di opzioni. A Tradando2008 lo potrete incontrare nella sala Decennale Lombard e potrete ascoltare i suoi consigli su Call, Put e sulle strategie complesse costruibili con queste ultime. 1. Raccontaci un “salvataggio sulla linea”, un’operazione che poteva portare a una grande perdita, evitata alla fine. Quale dote ti ha aiutato di più?La mia operatività si può dividere in due periodi “ante opzioni e il post opzioni”.Nel primo periodo, quando lavoravo solo con azioni e futures, non ho ricordi di “salvataggi sulla linea“. Una operazione iniziata male finiva ancor peggio. Mi restava il cosidetto “approccio religioso”, pregare perché qualcosa cambiasse, giurando che se tutto fosse finito bene quell’errore non lo avrei più fatto. Il periodo “post“ quello con le opzioni, per intenderci, è caraterrizzato da operazioni pianificate, con piani di salvataggio inclusi e in caso di “mare veramente grosso” un rientro veloce in porto senza gravi danni. L’operatività in opzioni porta a tutto questo.2. Solitamente un trader si specializza in pochi mercati. Qual è il tuo, quale sceglieresti per cambiare e perché?Lo S&P 500 , e non di cambiarlo. Si adatta perfettamente alla mia operatività.
3. Il trading è una metafora della vita, come ogni attività nella quale un uomo mette tutto se stesso. Cosa non può mancare in questa metafora, ma indica una cosa sola…?L’entusiasmo!4. Uscire da un trade è più difficile che entrare, e forse il talento sta proprio in come si esce. Tu su che basi lo fai, quando non lo hai deciso in anticipo?Le opzioni ti obbligano a pianificare l’uscita, direi che avviene quasi in modo automatico. Molte volte non richiede nemmeno la tua presenza davanti al monitor.5. Dopo tanti anni, forse sono stupido, ma non ho capito ancora bene la differenza tra investimento e speculazione, a parte forse la durata… tu che idea hai?Investimento è per me il risultato di calcoli precisi e comportamenti normali del mercato. Speculazione richiede situazioni “ambientali” di mercato diverse che possono essere casuali o ricercate, speriamo non costruite ad hoc!6. Cosa fai dopo un trade sbagliato per colpa tua?Ho un libretto nero dove scrivo cause e motivi; cerco inoltre di annotare possibili soluzioni.7. È possibile operare per anni sempre con la stessa tecnica?No. Tutto cambia e scorre “come il fiume…”8. Che peso ha lo studio nel mantenimento di buone performance? È possibile continuare a guadagnare senza studiare?Dedico almeno tre ore al giorno allo studio del mercato e dello strumento che utilizzo. Non credo potrei restare attivo in questo ambiente senza farlo.9. Trading part time o trading a tempo pieno. In cosa sono simili e in cosa sono diversi?Dalla mia esperienza ho concluso che il Trading deve essere a tempo pieno e basta. È una attività lavorativa non uno sport per tenersi in forma.10. Per cosa sono utili i software, in cosa sono inutili, in cosa addirittura dannosi?Utili perché risolvono e calcolano velocemente problemi e funzioni matematiche piuttosto astrusi; diventano inutili e dannosi quando ci si affida a loro ciecamente, penso , nel mio caso, cosa succederebbe se lasciassi scegliere al software i trades senza aver letto le news sul titolo.11. Ogni trader nella ricetta operativa mette il money management. Ci dici cosa è e cosa concretamente significa, al di là delle definizioni?Per me, detto in maniera semplice, ha la stessa funzione dell’indicatore del livello carburante in un’auto.12. Cosa è per te un contrarian?È un punto di partenza, poi viene tuttto il resto, soprattutto la gestione della posizione.13. Un’altra regola d’oro è “la disciplina”. Ma dire che “bisogna essere disciplinati” è un po’ come dire che “bisogna essere intelligenti”. Potresti aggiungere qualcosa?Aiuta molto ma non basta, un’auto ha 4 ruote, quale è la più importante?14. Fare il trader a tempo pieno è una scelta o un obbligo, perché i prezzi comunque ti occupano la mente in continuazione?Auguro a me e a tutti che sia una scelta , la parola “obbligo” non mi piace.15. La prima regola di Paul Tudor Jones è “proteggi quello che hai”. A parte i soldi, cosa deve proteggere un trader sopra ogni cosa?La fiducia nelle proprie capacità e conoscenze.16. Secondo molti la dotazione di capitale psicologico è forse più importante del capitale finanziario. Qual è l’aspetto più rilevante del tuo capitale psicologico?Ancora una volta è difficile dire quale routa è la più importante in un’auto. Propenderei per il capitale psicologico. Quanto a me , mi riconosco un atteggiamento positivo difronte anche a fatti negativi, come le perdite, vale sempre il vecchio motto : domani e un altro giorno e il sole sorge ancora.17. Ma un approccio “militare” non semplifica tutto? E non fa piazza pulita della psicologia e altri ostacoli?Ho avuto due zii generali, non andavo molto d’accordo…18. Esistono gli imprevisti, o lo stop loss usato rigidamente li elimina di fatto?Nelle opzioni esistono oltre 900 strategie per riprendere un trade che va male, ma anche qui bisogna saper quando è giunto il momento di ritirarsi, come dice il proverbio: “ non afferrare mai al volo un coltello che cade”.19. Cosa è più formativo per te come trader? Alludo all’attività di pensiero che più ti rafforza per operare…Trovo l’aspetto psicologico particolarmente importante. Questo perché assicura una certa continuità di comportamento negli individui e quindi una qualche , di non facile misura, prevedibilità. Del resto questo vale anche in macroeconomia ,basti pensare alla “propensione alla liquidità” di J.M.Keynes.20. Nel trading disciplinato che spazio c’è per l’intuito?I migliori traders hanno sicuramente anche un notevole intuito.21. E per il talento? Cioè, cosa porta a performance diverse due trader che usano esattamente le stesse tecniche?Il trading alla fine diventa una specie di arte e come nell’ arte certe cose diventano facilissime o impossibili.22. Immagino che una parte dei denari guadagnati non vengano reimmessi nel trading. In cosa li investi? Ancora titoli, case, opere d’arte?Vivo di trading quindi con i proventi compro tutto, dal latte al televisore nuovo…23. Una buona parte dei trader di alto livello scrivono libri, e sugli altri c’è chi scrive libri. A cosa serve (a parte i diritti d’autore): a chiarirsi le idee, a diventare più famosi, a far parte di una comunità più ampia? Puro narcisismo?Immagino che inizialmente un Trader scriva per se stesso, per chiarirsi le idee e poi si trovi fra le mani un libro pronto da stampare e quindi venga naturale la voglia di lasciare una traccia , oserei dire un desiderio innato di immortalità, “l’inchiostro è più duraturo del bronzo”, diceva Orazio.24. Cosa si può imparare dai libri di altri trader? Siamo sicuri che dicano proprio tutto tutto tutto?…Si impara sempre qualcosa; quanto a dire tutto, mi auguro facciano il possibile, semmai resta da chiedersi quanto potevano fare!25. Perchè proprio le opzioni? Ha una passione innata per lo strumento o riconosce in esse il migliore strumento per il trading?Ritengo le opzioni uno strumento di trading formidabile. Perché richiedono un capitale spesso inferiore a 1/10 di quello richiesto dalle azioni; quindi abbiamo un livello di rischio nettamente inferiore e un effetto leva nettamente superiore. Vi è poi la possibilità di modificare ,aggiustare i trades e questo fa sì che l’investitore salga ad armi ,quasi pari, sul ring del trading.Non posso non ricordare che quando cominciai, con soli 2000€ ne guadagnai 19.000€ in soli 8 mesi. Confrontando questo risultato con la mia precedente operatività nell’azionario con tecniche a breve, non ebbi dubbi di sorta sulla scelta da farsi.26. Quali sono, a suo parere, le migliori strategie in un mercato volatile? e una situazione di scarsa volatilità?In mercati volatili consiglio i Ratio Spreads, gli spreads direzionali e per i più bravi le vendite di Straddle o Strangle.Con bassa Volatilità, consiglio i calendar spreads più con le puts che con le calls e l’acquisto di Straddle o di Strangle. Il consiglio più generale è:con Volatilità Alta si vende; con Volatilità Bassa si compra.27. Il mercato italiano delle opzioni è un mercato ad alta efficienza? Quali sono, a suo parere, le mosse che Borsa Italia può compiere per garantire gli interessi dei piccoli investitori?È in fase di netto miglioramento, inoltre sempre più istituti bancari stanno per entrare in questo settore. Quanto alla Borsa, ritengo possa e debba incrementare l’aspetto Formativo che nel settore opzioni è di primaria importanza. Ultima considerazione: vi è l’obbligo di assicurare l’auto, non vedo perché non debba esistere l’obbligo di assicurare i capitali privati investiti in Borsa o nei mercati paralleli; gli strumenti ci sono e funzionano: le Opzioni appunto!
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