I grandi investitori: Paul Tudor Jones!
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“I grandi investitori” di INVESTIRE
TUDOR JONES, IL SEGRETO È PARTIRE DALLE PERDITE
L’approccio mentale giusto è pensare sempre ai potenziali rovesci e non agli ipotetici guadagni. Gli errori sono opportunità di apprendimento, bisogna saper cambiare velocemente opinione sul mercato e rimediare. Così si può accumulare una fortuna senza neanche un anno in perdita in trent’anni di trading
di Ernesto Caggiano
La consueta classifica degli uomini più ricchi del mondo pubblicata annualmente da Forbes vede al 369° posto, per il 2007, Paul Tudor Jones, con un patrimonio stimato in almeno 2.5 miliardi di dollari, accumulato inizialmente con il trading sulle commodities, soprattutto il cotone, e successivamente con la società di investimento Tudor Investiment, che tutt’oggi è uno dei maggiori operatori mondiali nel settore della gestione del risparmio, attivo su tutti i principali mercati finanziari, dalle azioni alle commodities, dalle valute al private equity.
Tudor Jones raggiunse la fama assoluta già nel 1987, allorquando, prevedendo l’imminente crash sui mercati finanziari mondiali, riuscì ad ottenere, posizionandosi al ribasso, la strabiliante performance del 201%, in un anno nel quale la maggior parte degli investitori ebbe risultati disastrosi. Anche il 2005 è stato un anno d’oro per Jones, dal momento che è riuscito a guadagnare la bellezza di 500 milioni di dollari.
In ormai quasi trenta anni di attività sui mercati finanziari i fondi gestiti da Tudor Jones non hanno mai avuto un anno negativo. La performance peggiore fu nel 2000, con un guadagno di “solo” l’11,6%.
La sua carriera di speculatore finanziario cominciò nel 1976, allorquando, poco più che ventenne (è nato a Memphis nel 1954) e fresco di laurea in economia all’Università della Virginia, cominciò ad interessarsi al trading sulle commodities, seguendo il consiglio di suo zio William Dunavant Jr., la cui società Dunavant Enterprises era all’epoca la più grande azienda al mondo nel settore del commercio di cotone.
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